Gioco
È un Picchi desertoche non fa più paura: cala il pubblico e i pisani ci superano
Livorno, undicesimo posto in classifica della serie B con una media di 5.827 spettatori. Fanalino di coda tra le tifoserie calde
LIVORNO. C'era una volta lo stadio Picchi, che solo per il nome che porta e che evoca le gesta di un Capitano baldo e fiero come Armandino, incuteva timore agli avversari. Decine gli esempi di partite vinte già nel sottopassaggio per via dei giocatori veri che vestivano la maglia amaranto e del muro di folla che - dopo ore di interminabile cosa - si era assiepata sugli spalti. Ricordi sbiaditi dal tempo; sensazioni purtroppo quasi dimenticate. Gli ultimi pienoni sono nel 2013 (finale playoff con l'Empoli e partita con la Juventus). Da allora c'è sempre e solo stato il famoso zoccolo duro più i tifosi occasionali.
LE CIFRE
La sosta del campionato permette di approfondire analisi, di articolare ragionamenti, magari partendo dai numeri. E la classifica delle presenze allo stadio su tutti i campi della serie B suona come una bocciatura per i tifosi amaranto. Il Livorno in questa graduatoria se la passa meglio che in quella generale che ci vede al penultimo posto con dieci punti, ma resta comunque nella parte destra della classifica. Attenzione, il dato da tenere in considerazione è ovviamente quello del numero delle presenze, ma ancora più attinente alla ricerca è quello delle presenze media. Il motivo è semplice: il Crotone ha giocato sette partite in casa - e quindi ha avuto una possibilità in più di riempire lo “Scida” - mentre il Chievo è fermo a quota cinque.
ULTIMI TRA LE BIG
Il Livorno con i suoi miseri 5826 spettatori di media si mette dietro soltanto tifoserie non troppo numerose (Chievo, Virtus Entella, Cittadella) o che hanno uno stadio dalle dimensioni ridotte (Spezia, Trapani, Venezia). Le tifoserie più calde (Frosinone, Salerno, Ascoli, Benevento, Perugia) sono tutte più avanti. Il Pisa ci svernicia: ogni volta che gioca all'Arena Garibaldi porta allo stadio in media 2135 persone più del Livorno all'Ardenza. L'emorragia di sportivi è evidentissima. I motivi? Di certo la carenza di risultati, ma pure l'ormai annoso scollamento tra tifosi e società spesso accusata di seguire una linea “risparmiosa” che fa rima con poco ambiziosa.
DATO GONFIATO
C'è un altro aspetto che rende tutto quanto preoccupante. Le 34962 presenze in 6 partite e la conseguente media di 5827 spettatori sono dati viziati dal derby del 26 ottobre scorso che ha fatto registrare circa 12mila presenze. Se togliamo la partita con i cugini si scende a 24962 con la triste media di 4592 sportivi all'Ardenza ad ogni partita. E 4592 significa meno anche di Spezia ed Empoli. Il tutto a fronte di una capienza accertata di 14267 persone. In pratica si riempie a stento un terzo dei posti disponibili.
I SEMPRE PRESENTI
Tra gli sportivi che non mancano mai all'appello ci sono quelli dei club organizzati. Da una parte c'è chi non vuole arrendersi a questo trend negativo. Sono quelli del “Porto” che hanno organizzato per il 26 novembre la consueta cena di fine anno per la quale sono già aperte le iscrizioni aperte anche ai non tesserati del Club. Sono invece giorni di riflessione per i tifosi del Club “Magnozzi”: «Ci stiamo avvicinando alle festività natalizie - ha dichiarato il presidente Enrico Fernandez Affricano - ma non c'è l'entusiasmo di un tempo. Società e tifoseria sembrano essere lontani. Vorremmo che questa distanza fosse colmata. Di certo i brutti risultati ottenuti fin qui dalla squadra non aiutano a ricreare quel clima meraviglioso che c'era una volta. Servono un paio di vittorie. Altrimenti diventa difficile anche festeggiare come abbiamo fatto da sempre noi del Magnozzi che siamo il Club più antico della città». Intanto alla ripresa del campionato c'è l'occasione per alzare la media spettatori perché la partita del 23 novembre con il Trapani è basilare nel cammino per la salvezza. E chi vuole bene al Livorno, quel sabato lì, mica può rimanere a casa!
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