Gioco
Pielle vola con Baroncelli e Schiano stavolta anche Spezia è asfaltata
Nonostante un inizio da incubo (0-11 dopo 4'30”, fallendo i primi 10 possessi), la Pielle si sbarazza con relativa facilità di Spezia, pareggiando i conti dopo l'eliminazione nei quarti di Coppa Italia. Successo netto, ben al di là del punteggio finale, perchè la squadra di Da Prato non è riuscita a emendarsi, come era accaduto nelle precedenti vittorie interne con Prato e Arezzo, da qualche distrazione nei due minuti finali consentendo agli ospiti di rientrare dal – 14 (78-64) del 37'45”.
Spezia, va detto, è priva di due giocatori importanti come Kibildis e Pipolo, in panchina ma non utilizzati da Padovan e si rifugia a lungo nella zona, e la Pielle la attacca bene solo a tratti, aggrappandosi un po' al tiro da tre sorretto dalla serata di vena di Baroncelli (5 triple) e a un grande secondo tempo di Schiano (anche 8 rimbalzi), 13 punti dall'intervallo lungo in poi.
Dopo la partenza ad handicap, l'ingresso di Magni (10 punti dopo 9' di gioco) e Baroncelli cambia le carte in tavola e è proprio una tripla di quest'ultimo a dare il primo sorpasso, 15-13 all'8’, parziale di 15-2. Da questo momento è solo PL con vantaggi già dal secondo quarto oscillanti sopra o di poco sotto la doppia cifra e il solito contributo corale (21 assist complessivi) supportato da una buona difesa su Suliauskas. Qualche problema arriva dall'ex Loni e dal massiccio Fazio, miglior rimbalzista del campionato, ma è poca cosa e la Pielle fa vedere le cose migliori quando riesce a aumentare i giri del motore e la pressione sulla palla, vedasi l'energia di Creati e Bonaccorsi che non fa mai pesare la panchina di Dell'Agnello, come sempre più che prezioso (6/8 con 2 triple, 7 assist).
Dopo l'intervallo lungo affiorano le difficoltà nell'attacco alla zona e Spezia rientra fino al – 6 (54-48 al 29'20”) ma la prima tripla di Schiano scaccia subito i fantasmi e l'ultimo periodo è di tranquillità assoluta fino ai due minuti finali, quando l'orgoglio di Spezia e qualche distrazione evitabile rendono il passivo meno amaro per gli ospiti. Più luci che ombre, è la conferma che il roster profondo non è un pericolo ma una risorsa. —
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