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ancora un ko in trasferta 

Il solito Livorno triste affonda anche a Venezia Breda non incide ma Spinelli non lo esonera

dall'inviato
Il solito Livorno triste affonda anche a Venezia Breda non incide ma Spinelli non lo esonera

Dopo l’ennesima sconfitta l’addio sembrava certo: avevano cominciato a circolare i nomi di Bisoli, Stellone e Pillon In tarda serata è arrivata una nuova apertura a favore del tecnico. Oggi summit a Genova prima della sosta del campionato

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Alessandro Bernini

VENEZIA. Venti minuti. La partita è tutta dentro 20 minuti. Vi spieghiamo perché. 20 minuti (i primi) è il tempo che doveva servire a Breda per capire che la formazione iniziale era sbagliata, quantomeno per il tipo di partita che aveva in mente; e 20 minuti (gli ultimi) è il tempo che il Livorno ha davvero giocato. Di certo da Genova non sono rimasti felici di questa prestazione e di questa ennesima sconfitta, il Livorno con 10 punti è rimasto dietro alla richiesta minima fatta da Spinelli (12 punti dopo 12 giornate) e la classifica si fa sempre più preoccupante. Così la posizione di Breda torna in bilico anche se per ora la società non lo esonera, come sembrava subito dopo la fine del match: erano circolati i nomi di Bisoli, Stellone e Pillon. In tarda serata una nuova apertura di credito nei confronti del mister Oggi summit a Genova tra i due Spinelli e Signorelli. C’è la sosta di campionato, la squadra si ritrova martedì.

Di chiunque siano le colpe, qui è dura avanti così. Le valutazioni sono soggettive, la classifica purtroppo no. Oltretutto abbiamo perso con un Venezia modesto, che a nostro parere vale la metà del Livorno a livello di organico. Ma la partita è stata impostata nel modo sbagliato. Il 4-4-2 iniziale, con Marras e Marsura esterni di centrocampo e due punte pure (dunque un 4-2-4) è stato scelto con la chiara volontà di fare la partita, di schiacciare il Venezia. Invece il Livorno non c’è riuscito. E qui bisognava cambiare, togliere una punta e mettere un centrocampista (Viviani ma anche accentrare Del Prato). Invece ci siamo assuefatti al predominio del Venezia, sterile ma insistente. In sostanza abbiamo buttato via 45 minuti, ma anche 65 perché non è che a inizio ripresa sia cambiato qualcosa. Troppe cose non tornano. Naturalmente poi c’è sempre il problema del gol. Raicevic e la porta sono due rette che parallele che non si incontrano mai, a Braken manca la stoccata. Marsura è sempre rimasto troppo distante. E siccome in trasferta un gol lo prendiamo sempre (succede da 20 mesi), ecco perché ogni viaggio diventa una via Crucis. Di certo con una formazione del genere ultra-offensiva ti aspettavi che il Livorno facesse la partita. O quantomeno ci provasse. Invece pronti via e il Venezia prende subito l’iniziativa. Niente di eclatante, per carità, ma a preoccupare è soprattutto il fatto che il possesso di palla del Livorno dura sempre 15-20 secondi, mai di più. Il tutto con Marras e Marsura completamente fuori dal gioco. Gira e rigira, alla fine ci scappa il gol. Inevitabile. Rete che arriva al 39’ con una punizione di Aramu dal limite (punizione che tra l’altro non c’era) sulla quale si posiziona male Zima. E risiamo sotto. Un colpo di testa di Braken parato da Lezzerini è l’unico lampo di un primo tempo da pianto.

Nella ripresa Breda non cambia nulla e continuiamo a stentare. L’inserimento di Murilo per Braken non migliora niente, poi negli ultimi 20 minuti il Livorno finalmente inizia a spingere, ci prova. Ma il gol non arriva. Un destro di Viviani è respinto sulla linea, poi la palla la mette in rete Raicevic al 93’ ma solo dopo che il portiere l’ha presa in mano e l’arbitro annulla. Troppo poco. Non è la strada per salvarsi. —



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