Gioco
Marras: «Battere il Pisa un’emozione unica Ma due vittorie adesso darebbero la svolta»
È l’uomo in più del mister in questa prima parte di stagione che sabato ha deciso le sorti del match in pieno recupero
l’intervista
È l’uomo in più del primo segmento della stagione del Livorno. Manuel Marras, centinaia di chilometri percorsi in campo, quantità e qualità. Tre gol di cui due da tre punti. L’ultimo, sabato scorso al 95’della partita con la Juve Stabia, ha fatto impazzire l’Ardenza. Eppure lui rimane con i piedi per terra e, mentre allo store “Solo Livorno” riceve l’abbraccio di decine di giovani tifosi, risponde usando il plurale al posto del singolare: «È un buon momento – dice subito – perché siamo riusciti a vincere in extremis la partita con la Juve Stabia. Ora dobbiamo continuare ad ottenere risultati positivi».
Torniamo per un attimo al 95’di sabato. Quando ha calciato ha capito che avrebbe segnato?
«Diciamo che l’ho capito quasi subito, ma poi la gioia è esplosa quando ho visto il pallone scuotere la rete. Fino a quel momento ho aspettato prima di esultare. Ma al di là della soddisfazione personale è stata una vittoria importante per la squadra».
Due successi in tre partite. Pisa o Juve Stabia? Qual è la vittoria della svolta?
«Vivere il derby mi ha dato sensazioni incredibili e indescrivibili. Vincerlo, poi, con tutta quella gente è stato bellissimo e indimenticabile. Ecco, d’ora in poi dobbiamo lavorare e fare risultati per riportare tutta quella gente allo stadio. So bene che non è facile, ma il nostro obiettivo immediato deve essere esattamente quello perché l’entusiasmo dei tifosi è la nostra vitamina».
Quali risposte cercate dalla trasferta di Venezia?
«Là vogliamo capire quale può essere l’obiettivo reale del nostro campionato. È il primo pensiero che ho avuto dopo l’importante vittoria con la Juve Stabia ed è quello che mi ha accompagnato in questi giorni».
E l’obiettivo di Manuel Marras in o campionato?
«Continuare così. Continuare a fare bene, ma l’obiettivo primario è quello della squadra e non dei singoli giocatori. Noi adesso dobbiamo pensare a salvarci il prima possibile».
14 assist due anni fa a Trapani. Tre gol a Livorno. Ha una nuova vocazione? «Non ho mai cercato in modo ossessivo il gol per cui non ho mai dato eccessivo peso alla fase realizzativa. Per un attaccante, o comunque un esterno come me, trovare la rete è importante. Diciamo che quest’anno sto vedendo la porta e riesco a segnare. Spero di continuare».
Come si spiega questa trasformazione in goleador? «Sono molto più sereno rispetto al passato. Sento la fiducia dell’allenatore. Breda mi infonde tranquillità che è ciò di cui avevo bisogno e infatti mi riescono meglio le cose che ho sempre fatto».
Là davanti non dà mai punti di riferimento ai difensori. Quello del guastatore è un ruolo che si sente addosso?
«L’anno scorso a Pescara per un periodo ho giocato anche da trequartista nel 4-3-1-2 di Pillon. In effetti mi trovo bene a svariare su tutto il fronte d’attacco. Sicuramente preferisco giocare sulla fascia, ma anche l’idea di muovermi e di girare qua e là per il campo mi piace molto».
Secondo lei qual è la sua caratteristica migliore?
«Nel calcio bisogna correre bene più che correre tanto. Devo dire che di me ho sempre apprezzato lo spirito di sacrificio. In campo e fuori».
In questo campionato fa la differenza, eppure a 26 anni è appena alle seconda stagione in serie B. Perché?
«Ognuno ha sempre quello che si merita. Il campo non mente mai. Io ho sempre dato tutto me stesso. Magari se in passato avessi fatto scelte diverse, adesso saremmo a parlare d’altro».
Qual è stata la sua sliding door?
«Coppa Italia. Genoa-Alessandria. Faccio gol. Ero in scadenza con i grigi. Restai. L’anno dopo accadde di tutto. Ma va bene così. Sono a Livorno e sono felice. Adesso andiamo a Venezia per vincere. Se prendiamo i tre punti agganciamo i lagunari e chi ci sta davanti e questo ci consentirebbe di rifiatare. Dopo c’è la sosta e poi, a seguire, la partita casalinga con il Trapani. Se ottieniamo il massimo il nostro campionato può cambiare. Ora però pensiamo alla partita del “Penzo” che affrontiamo con la carica che deriva da una vittoria al 95’come quella di sabato». –
Fabrizio Pucci
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