Il Tirreno

Livorno

sconfitti con onore 

Don Bosco non brilla ma contro Agliana non è una Caporetto grazie a Mencherini

F. P.

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LIVORNO. Niente da fare. Senza colpa di nessuno, ma contro certe squadre il giovane Don Bosco non è competitivo. Anzi, bisogna dare atto alla squadra di lottare, ogni maledetta domenica, contro squadre più forti, più esperte, più grosse, senza mai sbracare, senza far finire le partite prima del tempo. Ma i miracoli, per chi ci crede, avvenivano in Palestina circa duemila anni fa.

Agliana è finalista della scorsa stagione, si è rinforzata con un top player della categoria come Romano, ha perso una sola volta, in trasferta, su un campo come quello di Legnaia ostico per tutti. Difficile che possa essere messo in difficoltà da una squadra di ragazzini sia pure di talento. L’unico che può vantare esperienza a questi livelli, oltre a Creati, è Mencherini e si deve a lui, oltre che alla voglia di tutti, se la partita non si chiude prima del tempo ma quella di Mannelli è una squadra che gioca a memoria, che sa sempre trovare l’uomo giusto nel punto giusto (al di là del gap fisico e di esperienza di cui si è già detto) e batterla sarà difficile per tutti. Quindi, l’aver contenuto la sconfitta nel limite della doppia cifra subendo solo 70 punti diventa quasi un titolo di merito anche se, almeno sotto il profilo delle percentuali, non è stato certo il miglior Don Bosco della stagione, specie nel tiro da 3 (3/14) che stride parecchio con il 50% netto degli ospiti (6/12). Ormai una costante la sofferenza a rimbalzo (27 a 39) dove da una parte c’è un bimbo di 16 anni seppur fisicamente esplosivo (Onojaife) e dall’altra un centro navigato come Tuci.

Fortuna che ora il calendario cambia registro: sarebbe stato bello fare punti contro squadre come Arezzo (e c’è mancato poco), l’imbattuta Chiusi o Agliana ma i miracoli, come si diceva, eccetera. Agliana costruisce il suo successo già dal primo quarto (15-23) dopo un avvio di marca Don Bosco (10-6 al 3’49”). Ma Rossi prende in pugno la situazione e su quegli 8 punti gli ospiti vivono in pratica di rendita per tutta la gara anche se i rossoblù sono bravi a riportarsi a un paio di possessi di ritardo in qualche occasione (22-27 al 12’28”, 43-49 al 23’41” dopo un 2+1 di un ottimo Mencherini).

Ma ogni volta che il Don Bosco si riavvicina c’è un giocatore neroverde che si prende la scena (prima Bogani, a cavallo dell’intervallo lungo, poi Romano) per rimandarlo a distanza di sicurezza. Bisogna però aspettare la metà dell’ultimo quarto (52-65 al 34’40”) perché Agliana possa sentirsi al sicuro e dare spazio alle seconde linee. Il Don Bosco ne approfitta e riporta il passivo in dimensioni che fotografano meglio l’andamento della gara. —

F. P.

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di Redazione web