Gioco
Il Don Bosco ci prova ma la “piccola Reyer” è di un altro pianeta e non c’è mai partita
CHIUSI. Che fosse difficile lo si sapeva, ma si è rivelata impossibile. Chiusi e Don Bosco sono due realtà completamente diverse, solo per una stagione chiamate a incontrarsi nello stesso campionato. Da una parte la squadra serbatoio (fin qua imbattuta) della Venezia scudettata, fatta con professionisti o quasi tali, dall'altra una squadra di under che fa la gold solo alla ricerca di esperienza. Manca l'equità competitiva, sotto ogni profilo: esperienza, tonnellaggio, rotazioni.
Una squadra, quella affidata a Monciatti, che a detta di tutti gli addetti ai lavori troverà poche difficoltà nella sua scalata verso la serie B nella quale, secondo alcuni, potrebbe giocare già da ora con buone possibilità di ben figurare. Contro tutto questo il Don Bosco, mai sovrastato nel punteggio fino a questo punto della stagione, né in coppa, fa quel che può, cioè poco ma non ci sono né colpe da imputare né rimpianti. Semplicemente, non può esserci partita.
Esce dai blocchi a razzo la squadra di casa al traino di un Radunic di altra categoria: per lo slavo di casa Umana alla fine il tabellino dirà 31 punti, 11 rimbalzi e 43 di valutazione in 25 minuti, roba da marziani o di una categoria diversa. Onojaife contro di lui fa quel che può e alla fine la doppia doppia arriva anche questa volta (14 + 10) ma, insomma, ha compiuto 16 anni da qualche giorno, per i lunghi di casa (anche Kuvekalovic oltre i 20 punti) è come rubare le caramelle a un bambino.
Il resto viene di conseguenza: la squadra di casa, padrona in ogni angolo del campo grazie alla sua fisicità di categoria diversa, segna 16 punti nei primi 5' di gioco tenendo il Don Bosco che, ovviamente, fatica a avvicinarsi al ferro, a soli 7 punti. Da quel momento la partita è una discesa dolce per il S. Giobbe, in cassaforte già prima dell'intervallo lungo e altro non succede praticamente fino alla fine con i due coach che danno spazio a tutti gli effettivi e il Don Bosco bravo, almeno, ad evitare che i padroni di casa arrivino al muro dei 100 punti.
Sa di non poter avere alcun tipo di recriminazione coach Aprea. «Mi avevano detto che erano forti, ma mi sono sembrati di un'altra categoria, roba che con la Gold c'entra davvero poco. Sono alti, grossi, esperti oltre che bravi ovviamente. Penso che ogni altra squadra, non solo noi, faticherà parecchio contro di loro. Ci abbiamo provato, non è che siamo scesi in campo rinunciatari, ma contro una squadra così c'era ben poco da fare. Fortuna che c'è da incontrarli due volte sole in una stagione, mettiamola così». —
F.P.
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