Il Tirreno

Livorno

serie a2 femminile 

Conad mani bucate San Salvatore fa la spesa alla Bastia

Donatella Domenici

La squadra di Pistolesi sbaglia l’impossibile in attacco e arriva la prima sconfitta casalinga contro Selargius

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L’Inno di Mameli iniziale questa volta non porta bene al Jolly Acli targato Conad, costretto, tra le mura atipiche della Bastia, a gettare la spugna alle avversarie del San Salvatore Selargius, e perdere così l’imbattibilità casalinga in questo campionato di A2.

Una partita non bella caratterizzata dai tanti e troppi errori al tiro, e dove al buon piazzamento difensivo delle labroniche non ha fatto eco un attacco altrettanto incisivo: al contrario il misero 8 su 34 da due e il 4 su 22 dalla lunga distanza, parlano da soli.

Le avversarie, pur fisicamente più dotate delle locali, non hanno impressionato più di tanto, ma alla lunga sono senza dubbio state più brave, meritandosi la vittoria. Eppure da come era iniziata la gara sembrava che per il Conad Jolly Acli potesse essere un’altra giornata di festa.

Dopo infatti una serie di errori sia dall’una che dall’altra parte, con un canestro stregato per entrambe, erano le sarde a sbloccare e portarsi dopo 3’ sul 4 a 0. Lucchesini e Orsini rispondevano con tre bombe e, pur sempre mantenendo ritmi bassi, si andava al primo mini break con le rosablu avanti 1.

Nei successivi 10’ riparte bene Livorno che andava a segno prima con Tripalo e poi con Collodi fino al più 5 (18-13) a 5’ dall’intervallo lungo. Le avversarie però non ci stavano e sospinte da capitan Arioli, recuperavano lo svantaggio e andavano al riposo al comando (più 5).

Nella ripresa la speranza era che, come accaduto con Roma, coach Pistolesi riuscisse a trovare il giusto bandolo della matassa per far ripartire le sue. Ma così non è stato. Anzi è successo l’esatto contrario, con le locali che sparavano a salve e le ospiti che invece trovavano soluzioni vincenti da ogni parte del parquet, toccando il massimo vantaggio di 24-37 del 30’.

Nell’ultimo e decisivo quarto, la gara si innervosiva anche per colpra di una serie di errori dei direttori di gara che elargivano tecnici ad allenatori e giocatrici. Nonostante questo però, le locali con un moto di orgoglio, sospinte ora da Orsini, ora da Tripalo facevano il possibile per recuperare il terreno perduto, riuscendoci fino al 35-43 a 3’06” dalla sirena. E qui si chiudeva la gara con le sarde che inserivano il turbo e andavano a chiudere su un non veritiero più 13.

Peccato perché a tratti si è visto un buon Acli, ma solo a tratti, e questo, in un campionato nazionale è forse troppo poco. Certo il turno di riposo può aver condizionato e spezzato il ritmo del team labronico – giustificato anche dal giocare in una palestra d’emergenza – che però avrà tutto il tempo per potersi riprendere e dimostrare il proprio valore. —

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