Gioco
Un grande Don Bosco beffato in un... Amen
Ad Arezzo i rossoblù di Aprea raggiungono il più 14 trascinati da Kuuba, ma manca l’istinto del killer e arriva la fregatura
AREZZO. Il Don Bosco accarezza l’impresa, ma all’ultimo tuffo è costretto a lasciare i due punti ad Arezzo vanificando una prestazione magistrale per oltre 30 minuti: 77-76 il punteggio finale a favore della Amen, stordita nel secondo quarto dai ragazzi di coach Marco Aprea trascinati da un Gregor Kuuba in giornata di grazia (22 punti in 25 minuti, frutto di 1/1 da 2, 4/5 da 3 e 8/9 ai liberi) e da Ivan Onojaife, monumentale dentro il pitturato con 14 punti 14 rimbalzi.
Giovani, con la faccia tostissima, capaci di mettere con le spalle al muro una compagine neopromossa, ma che di neopromosso ha ben poco con un roster di primissima fascia e impreziosito in estate dagli stranieri Rodriguez e Tenev.
Tutti fattori che hanno permesso di raddoppiare l’energia di un Don Bosco che, nel cuore del secondo quarto, era addirittura riuscito a mettere la freccia per mezzo di un parziale di 6-20.
Undici punti di vantaggio alla pausa lunga (25-36), ritoccati al terzo mini intervallo (44-56), in attesa di un tornado chiamato Amen che non ha risparmiato nessuno e che nel finale, ad una manciata di secondi dall’ultima sirena, ha giustiziato una squadra da 10 in pagella.
Per la lode è mancata soltanto la vittoria, quel killer instinct che arriverà con il passare delle settimane e con la conoscenza del pianeta seniores.
Oltre ai già citati Kuuna e Onojaife, da segnalare l’ennesima domenica in doppia cifra di Tommaso Ense, play/guardia classe 2002 e già in grado di giocare minuti importanti sotto pressione. Stesso discorso per Costantino Bechi, esterno decisamente più straripante rispetto ad Ense e pure lui a referto con 11 punti.
Ciò che manca, dopo il dietrofront di Bruno, è un po’ di presenza sotto i tabelloni. Perché Onojaife può raccogliere complimenti in giro per tutta la Toscana, ma è pur sempre un classe 2003 che non può certo battagliare da solo. Morale della storia, nonostante le due sconfitte consecutive (Valdisieve e appunto Arezzo…), la lungimiranza della Pallacanestro Don Bosco nello scommettere sulla gioventù sta pagando ancora. Un roster di enorme talento, di ragazzi vogliosi e ‘operai’, consegnato in estate nelle mani di Marco Aprea, un figlio d’arte della Livorno del basket, allenatore umile ma altrettanto ambizioso. In questo momento manca un po’ di cosiddetto ‘pelo sullo stomaco’ necessario per vincere le partite? Beh, di questo arriverà. Sicuramente.
A.M.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
