Gioco
«A Frosinone non può entrare» E lo striscione diventa un caso
Per la prima volta in 17 anni, lo stendardo del Club Porto è bandito. La rabbia di Nastasio
il caso
Per la prima volta in 17 anni, lo striscione del club Il Porto non sarà presente allo stadio. Dal 2002 a oggi, infatti, salvo le partite a porte e chiuse e le trasferte vietate, lo stendardo del club di Corrado Nastasio ha sempre seguito gli amaranto al Picchi e in tutti gli stadi d'Italia e d'Europa. You'll never walk alone, verrebbe da dire, prendendo in prestito il celebre inno del Liverpool.
Eppure, per colpa delle assurde regole del calcio moderno, a Frosinone lo striscione del Porto non ci sarà. La questura ciociara ha riscontrato che al lenzuolo amaranto manca il certificato ignifugo. «È assurdo – spiega incredulo Corrado Nastasio, presidente del club Il Porto – e all'inizio non ci volevo neanche credere. Come ormai avviene da anni, prima di ogni trasferta mando alla società che ospita la partita tutti i dettagli del nostro striscione, indicandone la lunghezza, il colore e quello che c'è scritto sopra. Ho fatto così ovunque, da San Siro fino a Olbia ed è l'unico modo che consente al nostro club di essere presente in maniera ufficiale ovunque giochi il Livorno. Altrimenti, senza un'adeguata comunicazione, lo striscione non lo fanno entrare».
Eppure a Frosinone questa comunicazione non è bastata. «Hanno controllato – continua Nastasio – e hanno visto che allo striscione manca l'anti-incendio. In pratica non è stato certificato da nessuno che sia stato realizzato con un materiale ignifugo. Dunque ci hanno risposto che non lo faranno entrare».
Ma figuratevi se uno come Nastasio, che da giocatore ha vinto lo scudetto col Cagliari e da tifoso ha seguito il Livorno ovunque, si fa intimorire da un'assurdità del genere. «Lo striscione lo porteremo comunque e proveremo a farlo entrare. Se ci diranno di no, lo lasceremo nel furgone, ma ci proveremo fino all'ultimo. Non esporlo, sarebbe veramente un brutto segnale per tutto il calcio».
Comunque vada, il Livorno non sarà solo domani sera, anche se Nastasio non ci sarà per colpa di un piccolo problema di salute che gli impedisce di essere presente ovunque come in passato. «Non mi sono mai fatto scrupoli – racconta – e un anno andai addirittura da solo a Reggio Calabria. Ma purtroppo adesso ho un piccolo problema di salute che mi impedisce di partire. Ogni tanto vado, ma solo quando organizziamo un pullman. Domani abbiamo solo un pullmino da 9 e un paio di macchine al seguito perciò i dottori mi hanno sconsigliato di andare».
E davanti alla televisione Corrado soffre come un leone in gabbia. «È un'agonia. Sono stato male in queste 2 settimane senza partite, figuriamoci quando il Livorno gioca e non posso vederlo dal vivo. In tv è tutta un'altra cosa ed è molto più brutto. Comunque credo in questa squadra e sono convinto che usciremo a testa alta da questo momento negativo. Breda è un uomo che il calcio lo conosce, ma a volte non riesce a leggere bene le partite. Io però non perdo la fiducia e sarò dalla parte di questo gruppo fino all'ultimo».
N.C.
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