Sicurezza
Paroli e il Dream Master Capelli d’argento e medaglie d’oro
L’inossidabile ingegnere guida gli amaranto sul podio Trionfo azzurro ai campionati del mondo senior al Cairo
Di nuovo sul podio mondiale con una medaglia d’oro al collo. L’ultima straordinaria performance, per l’inossidabile ingegner Giulio Paroli, da tempo anche con i “galloni” di capitano azzurro, nella prova a squadre di sciabola, ai Campionati del Mondo Master del Cairo.
A regalare onore e gloria alla nostra città anche Alberto Feira Chios, medaglia di bronzo nella gara individuale di sciabola cat. 60. E il bravo maestro di scherma Diego Pardini, responsabile tecnico della Nazionale di sciabola Master.
«Un eccellente professionista e grande appassionato di scherma, che riesce sempre a trasmetterci grinta e voglia di vincere», le parole di Giulio Paroli che aggiunge: «Quando riesco ad organizzare qualche collegiale, a Livorno, Diego è sempre disponibile a dare lezioni di scherma a tutti. È veramente una persona importante per tutti noi».
Ma torniamo alla trionfale cavalcata mondiale del Dream Master Team, composto oltre che dal capitano Giulio Paroli anche da Enrico Antinoro, Riccardo Carmina, Oliver Emmerich, Stefano Lanciotti, e Francesco Eugenio Negro. In tutto sei sciabolatori in rappresentanza delle tre categorie A, B e C ovvero da: 50-59 anni, 60-69 e over 70.
La gara? L’esordio vincente degli azzurri, nei quarti, contro la Gran Bretagna, costretta alla resa per 30-22. In semifinale, poi, semaforo verde, senza troppi patemi d’animo (30-13), contro i Giappone e in finale vittoria straripante contro i panzer tedeschi della Germania per 30-7.
Per il Dream Master Team della Sciabola quella conquistata all’ombra delle piramidi è la quarta medaglia d’oro mondiale di fila, dopo i successi a Stralsund (2016), Maribor (2017) e Livorno (2018).
Nel palmares di Giulio Paroli, da aggiungere, a livello individuale, l’oro nel fioretto a Tampa, negli Stati Uniti nel 2002, con il figlio Alessandro (da anni eccellente fiorettista), allora 13enne a fare il tifo a bordo pedana. «Un’emozione unica, e spero si possa ripetere quando entrerò nella categoria over 70», i ricordi e le speranze di Giulio.
Oltre all’oro del fioretto di Tampa per lui i trionfi, nella sciabola, a Krems nel 2013 e a Maribor nel 2017. Cui vanno aggiunte due medaglie d’argento e quattro di bronzo. E tanto per non farsi mancare nulla ben 22 medaglie (15 d’oro) messe in saccoccia ai campionati europei.
Alberto Feira Chios, all’esordio nella cat. 60, ha vinto la sua bella medaglia di bronzo dopo una bellissima cavalcata. A stopparlo a un passo dal sogno mondiale, per 10-4 in semifinale, lo statunitense Joshua Runyan, poi trionfatore della gara. Nei quarti, invece, aveva superato per 10-5 l’amico e compagno di sala al Fides, Giulio Paroli. «La sorte – conclude Paroli – ci ha messo, purtroppo, uno di fronte all’altro. Al termine dell’assalto avevo uno stato d’animo speciale. Ero deluso per la mia sconfitta con Alberto.
Ma al tempo stesso felice per la sua vittoria. La vittoria di un amico. Appena mi sono tolto la maschera l’ho abbracciato».
Alberto, è bene sottolinearlo, ha conquistato meritatamente il suo primo podio mondiale mettendo in mostra una scherma di grande livello. E con un pizzico di lucidità in più, avrebbe potuto ambire a metalli ancor più pregiati.
Doti che sicuramente metterà maggiormente in evidenza ai prossimi appuntamenti planetari, perché talento e classe non gli fanno certamente difetto. —
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