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Amelia sul Livorno: «La squadra è valida, saprà uscire dalla crisi solo con l’aiuto dei tifosi»

Fabrizio Pucci
Amelia sul Livorno: «La squadra è valida, saprà uscire dalla crisi solo con l’aiuto dei tifosi»

Per l’ex portiere amaranto si deve solo saper gestire questo momento e Breda ha l’esperienza giusta 

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LIVORNO. La sua Vastese naviga nella zona medio alta nel campionato di Serie D. Marco Amelia, 37 anni e mezzo, oltre ad essere campione del Mondo del 2006 con la maglia amaranto, per noi è un tifoso del Livorno e lo dice apertamente usando tre verbi che iniziano per “esse”: «Seguo, soffro, sento spesso il mio ex allenatore Pietro Spinosa che mi tiene informato sulle vicenda della nostra squadra perché anche se sono lontano voglio capire che cosa sta succedendo lì».

È un momento molto duro, ma come se ne esce?

«Serrando le fila. Bisogna tenere botta. Gestire le tante negatività e sfruttare al massimo quelle situazioni positive che si presenteranno».

Tra infortuni ed errori siamo finiti in fondo alla classifica. C’è da risalire, cosa serve?

«Intanto il Livorno ha un allenatore esperto, che conosce la categoria ed è una buona partenza. Anche l'anno scorso l’avvio fu negativo, ma poi sappiamo com’è finita».

A questo giro però, sembra che la squadra a volte esca dal campo...

«In effetti una sconfitta come quella con il Chievo fa male e rischia di abbattere tutto l'ambiente. In questi casi c'è da fare una sola cosa: stare uniti».

Senza Stoian, Brignola, Luca Rizzo, Viviani e Marsura?

«Gli infortuni di Stoian e Brignola proprio non ci volevano. Sono due giocatori che in B possono fornire un contributo importante. E sono convinto che una volta iniziata la convalescenza debbano stare vicini ai compagni proprio per ricompattare i ranghi. Non giocheranno, ma daranno il senso del gruppo e questo ha il suo peso in un momento così complicato».

Troppi infortuni. Da allenatore che cosa dice?

«Spesso gli infortuni sono frutto del caso. Nell'arco di un anno se ne verificano sempre numerosi. Il problema è che hanno colpito giocatori importanti e contemporaneamente. Un problema muscolare ci sta, come del resto il crac di Stoian. A volte basta un movimento innaturale della gamba e il ginocchio salta».

Frosinone, derby, Cittadella in otto giorni. Come ci si approccia a questo ciclo di ferro?

«Siamo in una condizione difficile per cui dobbiamo ragionare in termini di 'prenderne poche e darne una o due giuste. L’atteggiamento deve essere questo anche perché poi il Livorno pratica un buonissimo calcio. Il problema è che nella gestione di alcune situazioni ha subito troppo. Se migliora in questo credo che i ragazzi potranno disputare il loro onesto campionato senza sofferenza. Prima ho fatto riferimento all'esperienza di Breda. Adesso aggiungo il gruppo che per me è tecnicamente molto valido».

Quanto contano i tifosi in questa fase?

«Moltissimo. La squadra è in difficoltà e sono certo che loro l'aiuteranno. Con giocatori e tifosi uniti, è possibile superare questo momentaccio. Se invece dilaga il malumore, si fa solo il gioco degli avversari del Livorno. Passiamo questo periodo negativo e vedrete che tutto sarà molto più semplice. Ora c’è la sfida di lunedì a Frosinone che è molto difficile, ma non impossibile».

Ha più sentito Spinelli? «No, ma lui sa che ha il mio sostegno. Basta poi una chiamata, anche un sms per accorciare le distanze chilometriche. Questo discorso vale per me e anche per tutti quei giocatori che hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili della storia del club, perché quella cavalcata che in pochi anni ci portò dalla serie C alla Coppa Uefa, ha creato un legame tra chi c'era e la nostra amata maglia, che niente e nessuno potrà spezzare. E ora, forza ragazzi. Andate a fare punti a Frosinone e poi sotto con il derby».

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