Gioco
Rincorreva le punte, ora le mucche: Maicon si è dato ai ranch brasiliani
Livorno, il giocatore arrivò in amaranto otto anni fa: bravo ma testa calda, non è mai esploso e ora ha cambiato decisamente vita
LIVORNO. Da rincorrere gli avversari sulla fascia a inseguire le mucche nei ranch brasiliani è un attimo. Se siete sobbalzati sulla seggiola è colpa di Maicon, al secolo Maicon De Silva Moreira, che ha appeso gli scarpini al chiodo e si è dedicato all'allevamento di bovini. Basta andare a guardare il suo profilo Instagram per vederlo all'opera con il lazo da cowboy, con il taglia erba, in sella ai cavalli e a controllare mandrie di mucche. Ha addirittura creato un album di foto chiamato "Rodeio", che in portoghese significa appunto Rodeo.
Le foto risalgono anche a un paio d'anni fa perché le attività agresti sono sempre piaciute al difensore brasiliano. Ma da qualche tempo le immagini che lo riprendono in mezzo alla campagna in compagnia di animali e attrezzi da lavoro sono riprese. Chiusa l'esperienza croata, è rimasto solo, visto che anche il suo procuratore Andrea Bagnoli non lo segue più, ed è svincolato. Adesso ha tutto il tempo per dedicarsi a questa sua seconda vita. Comunque, l'ex esterno amaranto nella sua breve carriera (stiamo parlando di un ragazzo di 26 anni, arrivato alla Reggina otto anni fa, ndr) si è fatto spesso notare per comportamenti eccessivi.
Quando Carmine Gautieri lo portò a Livorno, nell'estate del 2014, tifosi e giornalisti furono subito colpiti dalla nomea che il giocatore si portava dietro. Tanta qualità, scatto imprendibile e buona visione di gioco erano qualità che gli erano valse addirittura l'attenzione della Selecao verdeoro, allenata da Dunga. Eppure a Livorno il brasiliano non è mai esploso. Dopo un primo anno caratterizzato da qualche sprazzo di luce (e 2 gol) in mezzo a tante ombre, nel 2015 si capì subito che le cose non sarebbero andate bene. Con Christian Panucci il feeling non è mai nato e, per colpa di diversi comportamenti discutibili fuori dal campo, la società lo mise fuori rosa. Per questo, dopo metà anno passata a fare da spettatore, a gennaio tornò in Brasile, in prestito al Recife.
Nell'estate del 2016, con il Livorno retrocesso in C, Maicon rientrò in Italia, ma gli amaranto ormai non credevano più in lui e lo mandarono di nuovo in Sud America, al Boavista. Ma anche lì non riuscì a scendere in campo nemmeno una volta. E così, con contratto ancora in vigore, ma a un valore deprezzato, un anno fa Aldo Spinelli è stato costretto a riprenderlo. Il suo non ritorno dalle vacanze natalizie brasiliane, però, provocò un nuovo caso-Maicon che scatenò le ire di società e tifosi che lo avevano visto in campo solo 8 volte.
Il Livorno a quel punto riuscì a venderlo, disfacendosene in modo definitivo ai danni (è proprio il caso di dire) dell'Istria 1961, società croata di serie A. Ma anche l'esperienza balcanica è durata solo metà stagione, visto che a fine campionato Maicon ha lasciato la Croazia, tornando a casa sua, in Brasile senza nessuna squadra che lo volesse. E chissà che adesso, finalmente, non abbia davvero trovato un'attività che esalti le sue qualità. D'altra parte, sempre di campo si tratta.
Nicolò Cecioni
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