Il Tirreno

Livorno

Tifosi a muso duro: «Giocatori senza carattere, Breda dimettiti»

Nicolò Cecioni
Tifosi a muso duro: «Giocatori senza carattere, Breda dimettiti»

faccia a faccia a fine partita tra gli ultras, il tecnico e qualche amaranto 

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LIVORNO. Inizia prima del triplice fischio la contestazione dei tifosi. Il “gollonzo” di Segre è la goccia che fa traboccare il vaso della sopportazione . «Meritiamo di più» e «andate a lavorare» sono le imprecazioni che si alzano dalla curva. Poi, quando Livorno-Chievo finisce, il Picchi si trasforma in un girone infernale e dalle tribune arrivano fischi assordanti.

La squadra viene chiamata a gran voce sotto la Nord e per un paio di minuti sui giocatori piovono insulti di ogni genere. Ma l'aria si fa ancor più elettrizzante poco più tardi. In tribuna stampa si sparge la notizia che Breda prima di salire a parlare con i giornalisti per le interviste di rito si sarebbe fermato a parlare con i tifosi. Un dialogo tutt'altro che cordiale. E infatti sul piazzale l'atmosfera è più che mai tesa. Sono circa le 17.10 quando il mister e il capitano escono dall'ingresso principale dello stadio per dirigersi verso un nutrito capannello di tifosi radunato ai cancelli che dividono la curva dalla tribuna.

Gli ultrà si infiammano e la situazione diventa quasi insostenibile. «Ti devi dimettere, basta. Vai via». Breda cerca di trovare un dialogo pacifico con i presenti dall'altra parte delle transenne, ma la cosa è quasi impossibile da gestire perché le urla sono altissime e sovrastano le parole dell'allenatore. «Vi dovete vergognare, dovete tirare fuori le palle. Levatevi questa maglia, non siete degni» continuano a ripetere i contestatori stimati in 200 unità. Per fortuna, comunque, non si registra alcun tipo di incidente o problema di ordine pubblico, anche perché forze dell'ordine e steward presidiano la zona in modo attento.

Nel frattempo, dall'ingresso dall’atrio del Picchi escono anche altri giocatori. Testa bassa, sguardo fisso a terra e passo svelto. Qualcuno ancora non si è del tutto rivestito ed è in canottiera. Passa ancora un po' di tempo e i protagonisti di questa brutta giornata, calciatori ed allenatore tornano indietro. Dal cancello, però, vengono fatti entrare alcuni ultrà. Sono i leader della curva che si dirigono a gran velocità verso i giocatori che stanno rientrando .

Si fermano tutti e si crea un nuovo capannello che resta nascosto; riparato da il pullman della società e alcune macchine parcheggiate.

Il dialogo si fa più calmo e il tono di voce di tutti quanti si abbassa. Anche i tifosi rimasti fuori smettono di urlare, in attesa di vedere cosa succede. In modo chiaro e deciso, gli ultrà chiedono ai ragazzi di mettere più attenzione e cattiveria in campo perché la pazienza è finita.

E danno l'ultimatum a Breda, che dopo questo animato confronto torna finalmente all’interno dello stadio per iniziare le interviste con la stampa. E’ indubbiamente il peggior modo di chiudere una giornata che era iniziata bene ma è finita terribilmente. —

Nicolò Cecioni

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