Gioco
Contro il Chievo e contro la storia, ma il Livorno non può fare regali
Al Picchi arriva la nostra bestia nera, Breda conferma il modulo e davanti propone Raicevic con ai lati Marsura e Marras
LIVORNO. Pronunci la parola “Chievo” e già ti assale un po’ d’ansia. Squadre che storicamente digeriamo male ce ne sono diverse, ma loro battono chiunque. Come se noi fossimo vegetariani e loro una bistecca al sangue. Per fortuna in campo non va la storia e (a parte Luci) non è che il Livorno schieri giocatori che da anni indossano la nostra maglia. Anzi. Di certo Marsura o Marras o Boben (giusto per fare tre nomi) non hanno la minima idea di cosa abbiamo sofferto contro il Chievo.
E allora pensiamo a giocarcela. E a far punti. Perché ne abbiamo seminati per la strada tanti, troppi, e ora qualcosa va raccolto. La domanda da un milione di euro è presto fatta: può bastare un pareggio? Sulla carta, contro il Chievo, non sarebbe da buttare. Ma la nostra sensazione è che il Livorno sia squadra capace di tutto, compreso di giocarsela alla pari con le big del campionato.
Intanto Breda non cambia la strada imboccata e conferma in pratica tutta la squadra che ha pareggiato a Cosenza e poi ha perso in modo allucinante contro la Salernitana. Una novità però potrebbe esserci, e nel ruolo più delicato: Zima (che, bisogna essere onesti, alla fine ha sbagliato solo una partita) rischia grosso ed ecco che al suo posto oggi potrebbe debuttare Plizzari, enfant prodige di scuola Milan. Cerchiamo di blindare la difesa. Perché non è possibile non aver ancora chiuso una partita senza subire gol. Da lì bisogna ripartire oggi. Non importa come, ma questa partita va digerita bene. Meglio di quella famosa bistecca.
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