Il Tirreno

Livorno

seconda sconfitta casalinga 

Maledetti ultimi minuti: stavolta è un ko pazzesco Livorno domina a lungo ma passa la Salernitana

Alessandro Bernini
Maledetti ultimi minuti: stavolta è un ko pazzesco Livorno domina a lungo ma passa la Salernitana

Due volte avanti prima con Marsura e poi con Raicevic, la squadra di Ventura rimonta e passa al 91’ con Djuric Puniti dai troppi errori difensivi e dalla sfortuna che ha costretto gli amaranto a giocare gli ultimi minuti in 10 uomini

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Questa frizza. E tanto. E’ un altro anello gigantesco nella collana dei rimpianti. Tra errori (ancora un gol preso a 20” dalla fine, stavolta nel primo tempo, più l’uscita disastrosa di Zima al 90’) , sfortuna (autorete di Di Gennaro) e occasioni non sfruttate, il Livorno esce sconfitto contro la Salernitana nonostante meritasse molto di più.

Ci sarebbe stato stretto 2-2, figuriamoci la sconfitta. Ora il Livorno gioca bene, attacca, a tratti è pure travolgente, sa far male, ma al tempo stesso continua a subire gol. Siamo alla sesta giornata e mai gli amaranto sono riusciti a chiudere la partita mantenendo vergine la propria porta. Chiaro che per il salto di qualità, bisognerà mettere il lucchetto dietro. Magari è una crescita per step: la stagione è iniziata con l’attacco sterile, ora i gol arrivano e va registrato l’assetto difensivo. E dispiace che stavolta ci sia lo zampino (zampone) di Lukas Zima: perché il portiere ceco fino a oggi era sempre stato tra i migliori e non merita di essere messo in croce per questo errore.

L’applauso finale di tutta la Curva Nord alla squadra al fischio finale è lo specchio di una sconfitta immeritata. Da una parte ci viene da pensare che giocando così è matematico risalire, dall’altra ci preoccupano queste prestazioni nelle quali ci reste in mano un pugno di mosche.

Anche perché il Livorno è stato bravo a interpretare subito la partita con la carica di chi vuole vincere. Tant’è che la Salernitana si rintana subito dietro con un 5-3-2 triste, che gli amaranto azzannano. E alla prima vera occasione il Livorno passa subito: Marras nel suo solito pressing infinito va a rubare palla a Lopez, serve Del Prato che si infila e mette palla in mezzo, ne nasce un mischione nel quale il più lesto è Marsura. Palla in rete e vantaggio più che meritato.

Qui si sveglia un po’ la Salernitana, Ventura fa salire gli esterni Lopez e Cicirelli con l’obiettivo di guadagnare metri ma il Livorno sfiora il 2-0 con Raicevic di testa dopo una splendida giocata sull’asse Marsura-Porcino. E’ proprio Porcino che alla mezzora segna in pratica un gol andando a togliere dalla porta con un colpo di testa felino, un tiro di Djuric. Adesso è partita vera, il Livorno è sfortunato perché prima Boben viene fermato dal palo su tocco ravvicinato e poi Marsura si vede deviato in angolo da Micai un gran destro. A questo punto andrebbe difeso almeno l’1-0 ma gli ultimi secondi sono la nostra maledizione: e dopo un salvataggio di Raicevic, ci punisce Migliorini a 20” dall’intervallo con un colpo di testa che va a morire sul secondo palo.

Ma le scintille non sono finite. Nel secondo tempo le squadre si allungano subito e si capisce che per il gol è solo questione di minuti. E di capire chi la butterà dentro prima. Marras fa le prove al 4’, poi sempre lui al 12’trova il varco per servire Raicevic che stavolta trova la zampata per il suo primo gol. Ma non fai neanche in tempo ad esultare che la Salernitana ha già pareggiato: due minuti dopo una palla sporca in area finisce sul corpo di Di Gennaro e si infila in porta.

Partita finita? Macchè. Il Livorno continua a premere, vuole vincere, ma non ne gira una bene. D’Angelo, entrato da poco, si fa male e deve uscire lasciando il Livorno in 10 negli ultimi 10 minuti perché Breda ha esaurito i cambi. Eppure gli amaranto ci provano. Anche troppo forse. Perché su un ribaltamento di fronte arriva la frittata: un cross sul secondo palo sul quale Zima sbaglia l’uscita e Bogdan perde l’uomo, e così il colpo di testa di Djuric vale l’incredibile 3-2. Pazzesco.

Il recupero non cambia il finale di una partita maledetta. Che meritavamo di vincere e che abbiamo perso. Un’analisi per capire le cause andrà fatta. —



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