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Guarda chi si rivede: da Pisa al flop azzurro e ora Ventura dà l’assalto al Livorno

Gianni Tacchi
Guarda chi si rivede: da Pisa al flop azzurro e ora Ventura dà l’assalto al Livorno

Domenica sera (ore 21) un tecnico particolare sulla panchina della Salernitana; tra i granata c’è anche l’ex Niccolò Giannetti  

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il personaggio

Gianni Tacchi

Ha portato il Pisa a un passo dalla serie A, ha fatto innamorare piazze come Bari e Torino, ha coniugato spesso gioco e risultati. E poi? «E poi sono bastate due sconfitte per cancellare 34 anni di carriera», ha detto più di una volta negli ultimi mesi.

Già, due sconfitte, la prima nel girone di qualificazione con la Spagna e la seconda nell’andata dello spareggio con la Svezia, sempre sulla strada per Russia 2018. Ma il vero disastro resta il ritorno di quel playoff: Italia-Svezia 0-0, zero gioco, Insigne in panchina per 90 minuti, azzurri fuori dal Mondiale dopo sessant’anni e Gian Piero Ventura nel mirino di tutti.

Sono passati quasi due anni da quella disfatta epocale, ma l’ex commissario tecnico ha ancora gli occhi addosso: per tutti è il vero responsabile di quel flop, quello che ci ha tolto i sogni.

Nel frattempo Ventura è ripartito, ha allenato il Chievo in mezzo alla bufera della scorsa stagione e domenica sera (ore 21) sbarcherà a Livorno da tecnico della Salernitana, dove vuole riprendersi «quei 34 anni di carriera». Ma all’Armando Picchi avrà gli occhi addosso non solo per il fallimento azzurro, ma anche per quei due anni a Pisa.

ESPERIENZA e RISCATTO

Nella serie B dei campioni del mondo (Pippo Inzaghi a Benevento, Nesta a Frosinone e Oddo a Perugia), Ventura è il tecnico più esperto sia per età (71 anni) che per numero di stagioni in questa categoria (11).

A Pisa venne chiamato nel 2007, quando il Livorno era in serie A: sesto posto in classifica, playoff persi in semifinale con il Lecce e la sensazione di aver lanciato un talento come Alessio Cerci, esploso definitivamente a Torino sempre con Ventura in panchina e ripartito ad agosto da Salerno grazie ancora al legame con l’ex ct azzurro. Su di loro ha scommesso infatti il patron Lotito dopo le sofferenze della scorsa stagione, con la Salernitana salva soltanto ai playout col Venezia, poi ripescato in seguito all’esclusione del Palermo.

«Ventura è l’uomo giusto», ha ribadito Lotito. E la squadra è al fianco del tecnico, come dimostrano non solo i risultati (quinto posto in classifica con 10 punti) ma anche le parole di mercoledì sera del centrocampista granata Kiyine, con Ventura pure al Chievo nella scorsa stagione. «Il mio gol è per lui, a Verona l’hanno trattato di m…», ha detto Kiyine, poi espulso e quindi out per Livorno.

LE ARMI DI VENTURA

Compatta e difficile da affrontare, la nuova Salernitana non è ancora la classica squadra di Ventura che gioca sulle corsie d’attacco, anche perché Cerci è lontano da una condizione fisica accettabile: fin qui ha giocato una trentina di minuti, con l’ex tecnico del Pisa che ha parlato di «un ritmo partita da ritrovare».

Ventura ha modellato una squadra attenta in difesa (4 gol subiti, solo Benevento, Entella e Crotone hanno fatto meglio), pericolosa in trasferta (due vittorie su due, anche se con squadre in difficoltà come Cosenza e Trapani) ma non ancora spietata davanti, dove i problemi non mancano. A Livorno non ci sarà sicuramente Jallow, mentre Djuric è in dubbio, quindi il peso dell’attacco sarà tutto sulle spalle di un ex come Niccolò Giannetti, che sarebbe tornato volentieri in maglia amaranto dopo la salvezza con 8 gol della scorsa stagione: Ventura punta anche su di lui per la rinascita. —

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