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AMARANTO 

Bruschette, ponce e Livorno Si tifa a 800km di distanza

Nicolò Cecioni
Bruschette, ponce e Livorno Si tifa a 800km di distanza

La serata al circolo Arci di Ardenza per una iniziativa organizzata da “Magnozzi”  La cena, le battute, l’esultanza, la beffa, poi l’ultima gioia con la sconfitta del Pisa

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La gioia irrefrenabile dopo il gol di Marsura, la speranza, l'angoscia nel vedere tutte le occasioni sprecate e, infine, la rabbia per l'1-1 subito a 20 secondi dalla fine. Con seggiole che volano in aria, giacchetti scaraventati in terra ed espressioni irripetibili.

Martedì sera al circolo Arci “Le mi bimbe” di Ardenza i membri del club Magnozzi hanno organizzato una cena per guardare la partita insieme. Lo storico club amaranto ha sede nel circolo e così, quest'anno, quando Luci e compagni giocano lontani e organizzare la trasferta è logisticamente ed economicamente difficile, le partite vengono trasmesse al maxischermo. Proprio come una volta, quando il calcio era un fattore sociale che accomunava e riuniva le persone.

Menu popolare preparato appositamente dalla cuoca Susy e da Domenico, vino, ponci e allegria. Alle 20 i tavoli sono già apparecchiati e in poco tempo una sessantina di persone hanno preso posto a sedere. «Ve l'avevo detto io – dice un signore sulla cinquantina, con baffi e Tirreno sotto braccio – questo Livorno ha grandi potenzialità». «Eeeeh, ma te non c'hai mai capito nulla di pallone» la risposta degli amici.

Tra battute e chiacchiere, si arriva presto alle 20.45. La sala del circolo diventa un cinema in miniatura, i tavoli vengono sbarazzati e le seggiole vengono messe in fila davanti al maxischermo. Con il proiettore collegato al computer sintonizzato su Dazn. «Speriamo che la connessione 'un faccia scherzi. L'altra sera il derby (Milan-Inter, ndr) l'ho finito di vedere il giorno dopo». E giù risate.

Quando scendono le squadre in campo, però, nessuno ha più voglia di scherzare. Le luci vanno giù e cala il silenzio. «Forza Livorno» urla qualcuno, altri applaudono, come se a Cosenza gli amaranto potessero sentire questo incitamento. Il tempo passa, la squadra gioca bene. Raicevic e Marsura sprecano l'impossibile e ogni volta è sempre un colpo al cuore.

Nonostante la superiorità, all'intervallo si arriva sullo 0-0 e in 15 minuti Susy dietro al bancone sembra un po' la dea Kalì, tra caffè, ponci, tazzine vuote e scontrini. Fuori c'è chi si accende una sigaretta carica d'ansia e nervosismo. «Si gioca bene, ma non si segna. Porca miseria».

Poi tutti di nuovo dentro, passando per il corridoio dove sono appese decine di foto d'epoca del Livorno, ognuna con la sua storia. La storia, però, la stanno scrivendo gli amaranto a Cosenza e così alle 22 sono tutti di nuovo incollati al maxischermo per il secondo tempo. Passano 5 minuti e il circolo diventa una bolgia. Marsura segna e nella saletta succede di tutto. Dopo l'esultanza, però, il cronometro inizia ad andare alla rovescia e il tempo non passa più. Senza troppi pericoli, comunque, si arriva fino al 93'. C'è già chi è pronto ad andare via e ormai pensa alla Salernitana. Ma proprio allo scadere Pierini si inventa il tiro della vita che gela tutti e sul circolo piombano rabbia e delusione.

Dopo qualche urlaccio e qualche commento amaro per cercare il capro espiatorio sul quale rifarsi (Murilo, Mazzeo e mister Breda i più criticati, ndr), dai cellulari arriva una buona notizia che rende meno triste la serata. Anche il Pisa ha preso gol allo scadere, ma a loro è andata peggio perché al 95' hanno subito la rete del ko. Una consolazione che fa guardare al futuro con un po' più di ottimismo. —

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di Redazione web