Il Tirreno

Livorno

Il ragazzino voluto dal Manchester che sta esplodendo a Livorno

Gianni Tacchi

Splendido gol e un’altra partita super firmata da Davide Marsura che dopo un inizio sofferto sta davvero impressionando tutti 

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il personaggio

Ancora lui, ancora devastante su quella fascia, ancora imprendibile con i suoi strappi e la sua fisicità. Il Livorno sarà stato anche beffato al 94', ma di certo ha trovato un giocatore vero, che ha segnato anche un gol da favola. È il 7’ della ripresa quando Boben lancia Raicevic, Perina esce quasi al limite e anticipa l'attaccante montenegrino, ma è proprio in quel momento che entra in scena Davide Marsura, l’uomo in più di questo inizio di stagione: l’ex Venezia e Carpi la mette giù, sembra addormentarsi mentre il portiere del Cosenza sta rientrando tra i pali, invece disegna un arcobaleno che s’infila sotto l’incrocio. Una meraviglia. Seconda partita super di Marsura e seconda prestazione importante del Livorno, rinato sulle corsie d’attacco.

Anche a Cosenza, come col Pordenone, Marsura si prende subito la scena: sulla sinistra è incontenibile, Corsi non lo tiene e Kanouté è costretto a raddoppiare lasciando un vuoto nel mezzo.

Prima l’esterno amaranto libera Agazzi al tiro, poi cerca anche di verticalizzare il gioco come chiede Breda da qualche settimana. «Marsu! Marsu! Stai largo, quasi sulla linea!», gli urla il tecnico amaranto a metà primo tempo, cercando di aprire la difesa del Cosenza. E al 42’ ecco l’occasione per sbloccarla: Luci tocca in area, la sponda di Raicevic è perfetta, ma il destro di Marsura finisce fuori di centimetri.

Tutto rimandato a inizio ripresa, quando Marsura spezza l’equilibrio con quella magia dal limite. Poi esce per far spazio a Murilo a un quarto d'ora dalla fine, quando il Livorno sembra controllare il match e invece viene pugnalato a pochi secondi dal gong.

Accelerazioni, uno contro uno, fisico da esterno moderno, anche un po' di cattiveria. Possibile che nessuno in questi anni si sia accorto delle qualità di Marsura? In realtà la prima chiamata arrivò addirittura da Manchester, dal braccio destro di Sir Alex Ferguson, quando l'esterno aveva solo 16 anni. Alla fine decise di restare a Udine, crescendo tra Di Natale e Alexis Sánchez. Poi i prestiti in C e B, i gol a Venezia con Pippo Inzaghi in panchina, le difficoltà dell'ultima stagione e ora il Livorno per la consacrazione.

Sperando di trovare sulla strada un pizzico di fortuna in più rispetto a ieri sera.

Gianni Tacchi

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di Redazione web