Gioco
Dal carcere corrono verso la prima meta. Il sogno delle “Pecore Nere” ora è realtà
La squadra dei detenuti di Livorno parteciperà alla Pool B del campionato regionale Old. Il Coni: ci impegneremo per un nuovo campo
Un motto nel rugby ci vuole sempre. Per dare a una squadra forza, identità, senso di appartenenza e tradizione. Per le Pecore Nere, la squadra formata dai detenuti della Casa Circondariale Le Sughere di Livorno che per la prima volta parteciperà a un campionato federale, i due tecnici Manrico Soriani e Michele Niccolai hanno scelto “Sostegno sempre” e se lo sono stampato sul retro della t-shirt ufficiale della squadra, attiva nel mondo della palla ovale grazie al lavoro svolto dai Lions Amaranto Livorno. Il perché lo spiegano loro: «Il rugby è uno sport di squadra – afferma coach Soriani – e da soli non si va da nessuna parte. Per conquistare terreno e arrivare al traguardo della meta serve il sostegno di tutta la squadra. È un concetto tecnico ma non solo, e dentro il carcere non è stato semplice trasmetterlo. Per questo il nostro motto è “Sostegno sempre”. Entriamo nel sesto anno di attività dentro l’ istituto, dove siamo venuti per portare un po’di svago ai detenuti, ma adesso ci ritroviamo a presentare la nostra partecipazione a un campionato regionale. È un sogno che si realizza e bisogna ringraziare tutti quelli che hanno dato il loro contributo: dalla Fir all’Associazione Amatori Toscana Rugby, ai Lions Amaranto per il supporto tecnico, al personale e alla direzione del carcere che ha accolto il progetto con entusiasmo. E bravi i ragazzi che ci hanno creduto».
Sono circa 25 quelli che fanno parte della rosa che esordirà a novembre (data ancora da definire) nella Pool B del campionato regionale Old (composta da 7 formazioni), ospitando gli Allupins di Prato sul terreno di gioco della Casa circondariale, dove le Pecore Nere si allenano una volta alla settimana e sul quale il Delegato provinciale del Coni Giovanni Giannone si prende un impegno: «Il Coni ha attivo un progetto che riguarda l’attività sportiva negli istituti penitenziari. Anche a Livorno bisogna attivare un percorso per realizzare qualcosa che possa dare un aiuto a persone che si spera possano avere una nuova chance attraverso lo sport. So che il campo di gioco alle Sughere non è in buone condizioni. Penso che possiamo attivarci per provare a fare qualcosa in merito». Invece Andrea Raspanti, assessore al Sociale del Comune, afferma che «in questi giorni partirà dal sindaco una lettera al Dap per chiedere un tavolo per valutare interventi per migliorare la vita all’interno del carcere e recuperare alcuni spazi».
Inoltre definisce «un segnale incoraggiante di inclusione sociale il progetto Pecore Nere. Un carcere che funziona è garanzia per una società migliore e più sicura. L’amministrazione punta perciò a mettere Le Sughere al centro di un’infrastruttura sociale che aumenti il livello di scambio tra città e carcere».
Intanto le Pecore Nere, che giocheranno sempre in casa le loro partite, non vedono l’ora di cominciare. Alla presentazione nell’istituto penitenziario non poteva mancare il direttore Carlo Mazzerbo: «Volevamo dare più concretezza a un’iniziativa nata da anni. Così siamo contenti di cominciare questa avventura e bisogna ringraziare il grande lavoro della penitenziaria, che permette di svolgere attività in sicurezza. L’obiettivo, per i detenuti, deve essere quello di mettersi alla prova, ma anche di conoscersi meglio attraverso l’incontro con altre persone, per acquisire valori diversi che il rugby sa trasmettere, come il riconoscimento della sconfitta e la condivisione che si realizza nel terzo tempo». —
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