Gioco
La svolta del 3-4-3 e quella reazione da squadra vera
Ma quanto è buono il profumo del gol? Avevamo perso il ricordo di questo gustoso aroma, la dolce fitta al cuore che trasforma la passione in urlo liberatorio. Gooooool. Urlato come un telecronista brasiliano a una finale del Mondiale. Siamo tornati a segnare dopo 438 minuti (Coppa Italia compresa) e siamo tornati a vincere come non accadeva da Livorno-Carpi del 5 maggio. Record negativi che pesavano sullo stomaco come quattro piatti di tagliatelle al cinghiale. Il successo col Pordenone è il miglior digestivo per togliere mal di pancia e tornare a sorridere.
Vittoria meritata, anche se a fine partita Tesser ha parlato di “un arbitraggio scientifico contro di noi per 90’”. Non sappiamo che film abbia visto, forse era al cellulare quando il signor Di Martino non si è accorto che Mazzeo era solo davanti al portiere e ha fermato l’azione per un fallo a centrocampo a nostro favore. Ma andiamo oltre. Il successo ci sta tutto ed è il giusto premio per la reazione che gli amaranto hanno sfoderato dopo il pareggio a inizio ripresa del Pordenone. Lì, sull’1-1 per il colpo di testa di Strizzolo, c’era il rischio di andare in depressione visto che già (come detto) non è che il morale fosse a mille. E invece siamo ripartiti alla grande e un paio di cambi azzeccati (Del Prato per Morganella e Raicevic per Mazzeo) hanno dato nuovo slancio al Livorno.
Se questa sia il nuovo, definitivo e giusto assetto tattico del Livorno, è presto per dirlo. Certo che il 3-4-3 scelto da Breda ha ottenuto due risultati: valorizzare al massimo due esterni di valore come Marsura e Marras, e dare più supporto a Luci e Agazzi in mezzo al campo avanzando i due esterni. Forse qualcosa andrà rivisto negli uomini (Mazzeo è parso un po’ spaesato, Morganella fa fatica) ma in linea di massima siamo vicini al progetto tattico che può dare la svolta al Livorno.
Comunque là davanti c’è abbondanza e toccherà a Breda, di volta in volta, trovare gli attori giusti. Ieri ad esempio in extremis è saltato Brignola (affaticamento muscolare), si spera che pian piano cresca la condizione di Stoian e poi si aspetta Viviani (tra un mesetto) anche perché Luci e Agazzi non possono correre in eterno e oggi il loro unico sostituto sembra Del Prato (jolly di qualità, molto bene anche da terzino destro).
Vittoria meritata, dicevamo. Perché pronti-via e il Livorno interpreta subito la partita nel modo giusto. Marras e Marsura scappano via che è una bellezza, Luci e Agazzi prendono il centrocampo, dietro il Pordenone non morde mai. Il primo gol della stagione arriva presto, quando il cronometro segna 21’: fantastica la giocata di Agazzi che su una palla respinta fa fuori l’avversario col corpo, si sistema la palla sul destro e spara un tiro secco che va a finire nell’angolino sul secondo palo. Gran gol.
Il Livorno non si ferma, crea ma sotto porta manca ancora qualcosa. E ci metto lo zampino anche l’arbitro che ferma per errore Mazzeo solo davanti al portiere sul tramonto del primo tempo.
Nella ripresa il Livorno entra in campo male, passivo. E il Pordenone trova il pari di testa con Strizzolo, su dormita di Bogdan. Qui però esce fuori la reazione di una squadra vera, anche perché Raicevic e Del Prato entrano in partita alla grande. Il 2-1 arriva al 23’ con la solita splendida giocata di Marsura, assist per Marras che si gira in un fazzoletto e di sinistro infilza Di Gregorio.
C’è tempo di vedere Raicevic che sfiora il 2-0 e Zima che vola su Chiaretti. Ma il vantaggio resiste. E finalmente ci godiamo una domenica di festa.
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