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Livorno

«Tre partite in 7 giorni per dare la svolta» E Breda ringrazia Spinelli per la visita

Gianni Tacchi
«Tre partite in 7 giorni per dare la svolta» E Breda ringrazia Spinelli per la visita

«Voglio più velocità nella circolazione della palla Viviani? Credo che sarà pronto tra 20-30 giorni»

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Tre sconfitte su tre, unica squadra in Italia a non aver ancora segnato, anche un po’ di sfortuna per qualche episodio. In un quadro del genere diventa inevitabile cambiare qualcosa, tanto che Roberto Breda ammette di aver «creato delle alternative dal punto di vista tattico» per superare il Pordenone e conquistare i primi punti della stagione. Probabile il ritorno alla difesa a 3, cercando soluzioni diverse nello sviluppo del gioco per risolvere il problema del gol: gli amaranto non trovano la porta in gare ufficiali dall’11 maggio, Padova-Livorno 1-1.

«Lo so, va buttata dentro - dice il tecnico - per segnare bisogna far girare la palla velocemente e verticalizzare di più, per esempio con gli esterni quando vengono dentro il campo: Brignola e Marras hanno queste caratteristiche, possono giocare anche insieme. Io demoralizzato? No, sono incazzato perché non riusciamo a fare punti».

In settimana c’è stata anche la visita di Aldo Spinelli per caricare la squadra: cosa vi ha detto?

«Ha mandato messaggi di fiducia al gruppo: bene così, perché i valori ci sono. Il presidente ci ha dato anche una tabella di marcia (12 punti nelle prime 12 partite come dichiarato al Tirreno, ndr), un modo per avere anche obiettivi. Io comunque sento la famiglia Spinelli 2-3 volte a settimana, ci confrontiamo sempre in modo schietto».

Il presidente ha detto pure che lei non rischia neanche in caso di ko col Pordenone…

«Io so soltanto che adesso bisogna far punti. Fin qui dovevo fare qualcosa di diverso, mi sento responsabile perché sono io a proporre il lavoro settimanale e a scegliere i giocatori da mandare in campo. Di certo spero di allenare a lungo questi ragazzi: possiamo toglierci grosse soddisfazioni».

Com’è il morale della squadra?

«Non mi piace parlare del morale, spesso diventa un alibi. Abbiamo perso le prime tre gare, questo è vero, ma siamo anche rimasti sempre in partita. E se fossero arrivati tre pareggi, nessuno avrebbe gridato allo scandalo».

Ma come si esce da questo momento negativo?

«Con un risultato positivo. Ci aspettano tre partite in una settimana, lo stesso numero di gare dell’ultimo mese: fare punti ora ci darebbe una classifica diversa, una classifica che potrebbe anche portare dalla nostra parte quei tifosi che oggi sono dubbiosi».

Intanto c’è il Pordenone, squadra quadrata e fin qui sorprendente.

«Senza dubbio una buona squadra, con spirito di gruppo e individualità interessanti. Il Pordenone sta facendo bene da anni ed è partito col piede giusto, poi ha grande entusiasmo. Dovremo stare attenti alle loro ripartenze e ai loro inserimenti».

Qualche punto debole?

«Ce l’hanno, ce l’hanno… Con lo Spezia ad esempio sono stati anche fortunati. Servirà il massimo rispetto, ma anche tanta voglia di far male».

Prima il 3-5-2, poi il 4-2-3-1: ha in mente un’altra rivoluzione?

«Abbiamo provato qualcosa di diverso, sì. Col Perugia e con l’Ascoli volevamo spingere sulle fasce e chiudere l’azione con i due attaccanti, ora vedremo in base anche all’inserimento dei nuovi».

Come stanno Bogdan e Di Gennaro dopo i problemi di questa settimana?

«Bene, stanno bene».

Murilo continua a non convincere: cosa si aspetta da lui?

«Rispetto agli altri elementi offensivi, Murilo è forse l’unico ad avere la capacità di aiutare la squadra. In attacco mi serve sempre un giocatore del genere, un giocatore in grado di dare anche equilibrio. Allo stesso tempo mi aspetto di più nelle ripartenze».

Viviani non ancora convocato…

«Per un po’ dobbiamo scordarcelo. È arrivato con qualche problemino, sarà pronto tra 20-30 giorni».

Con lui passerà a un centrocampo a 3?

«È un’ipotesi. Ma finché non recuperiamo lui, Luca Rizzo e Rocca, ha poco senso parlare di un centrocampo a 3». —



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