Gioco
Domani 200 baby ciclisti la classica del Montenero tutti in gara alla pista Mancini
LIVORNO. Nuovo appuntamento domani, per il ciclismo giovanile alla pista Ivo Mancini di Stagno. Il G.S. Montenero 1926, organizza il 15° Trofeo Veniero Giari, valevole anche come 1° Coppa Fratelli Sainati. Un classica della categoria Giovanissimi (7-12 anni)su un anello di circa settecento metri, da percorrere più volte a seconda della categoria dei baby ciclisti. Nello specifico 18 giri per la categoria G6, maschile e femminile, 15 giri per i G5, 10 per i G4, 7 per i G3, 5 per i G2 e infine, 3 giri per i G1, categoria d’attacco. Ai nastri di partenza, ripartiti nelle dodici categorie, sei femminili e sei maschili, quasi duecento aspiranti campioncini del pedale provenienti da tutta la Toscana. Ritrovo di partenza alle ore 13.30 e due ore dopo alle 15.30 via ufficiale della prima gara, riservata alla categoria G1 (i più piccoli). A seguire, tutti gli altri. Se tutto scorrerà secondo programma, intorno alle 18 si procederà all’ l’inizio delle premiazioni cominciando anche in questo caso dai più piccoli. La gara, vale la pena ricordarlo, è valida anche come sesta e ultima prova della Challange Osvaldo Ferrini che, annualmente, premia i primi cinque corridori classificati di ogni categoria Giovanissimi sia maschili ch e femminili. Classifica ottenuta computando i punteggi ottenuti da ogni ragazzino in ciascuna delle sei corse disputate nella provincia di Livorno. «Veniero Giari -ricorda il presidente onorario della FCI provinciale Paolo Quaglierini- era un personaggio molto conosciuto. Aveva un negozio in zona S. Marco che riforniva il porto e la città di sacchi di juta che usavano qualche anno fa. Quell’attività esiste ancora ed é gestita dal genero Vinicio, grande appassionato di ciclismo, prima a livello agonistico e poi amatoriale. Insieme, alcuni anni fa avevano fondato anche un Gruppo Sportivo, il G.S. Amagas di cui Veniero era presidente, con tesserati della categoria Esordienti ed Allievi. e organizzato anche gare ciclistiche». —
Mario Orsini
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