Gioco
Il predestinato Viviani: «Non mi sono perso, lo dimostrerò in campo»
Livorno, a 19 anni l’esordio con la Roma in serie A e in Europa League poi la brutta parentesi a Ferrara e l’infortunio con il Frosinone
LIVORNO. Quando aveva 19 anni era un predestinato. Ora è destinato...a fare bene nel Livorno. Almeno questo è l’auspicio di Federico Viviani, professione regista basso davanti alla difesa, che in serie B è un declassato: «A Livorno, però sono venuto di corsa, sebbene avessi richieste anche in serie A. Volete sapere perché? Prima di firmare ho parlato con Roberto Breda e con il professor Matarangolo. Sono stato con loro nella parentesi più felice della mia carriera, a Latina e non potevo che tornare a lavorare con loro. Insieme sfiorammo la serie A» .
Negli ultimi due anni si è un po’ perso. Perché?
«A Ferrara dopo un ottimo periodo ci sono state incomprensioni con la società e con l’allenatore Semplici. Sono stato sei mesi senza giocare. Mi allenavo da solo a parte su un altro campo. Tengo però a precisare con ho mai tenuto comportamento al di sopra delle righe come qualcuno – sbagliando – ha detto. A gennaio sono andato a Frosinone in una società che puntava su di me. Ho giocato cinque partite, poi un infortunio muscolare a fine marzo, un quasi strappo al flessore posteriore, mi ha messo fuori gioco. Sono rientrato solo all’ultima partita. Peccato».
Ora come sta?
«Sto bene e sono felice di essere un giocatore del Livorno. Avevo bisogno di tornare a sentirmi importante, di essere parte integrante di un progetto. Qui ho trovato tutto questo».
Lo sa che le stesse parole pronunciate da Luca Rizzo?
«Non lo sapevo. Ma con Luca c’è sintonia. Abbiamo giocato insieme a Bologna e Ferrara. Ci sentiamo spesso. Prima di venire a Livorno ho sentito anche lui che mi ha invogliato ad iniziare questa nuova avventura».
Che tipo di giocatore è?
«Gioco davanti alla difesa. A due o a tre. Non c’è differenza. Ho iniziato da punta e davanti ho giocato fino alli Allievi Regionali. Poi Stramaccioni mi sposto nel nuovo ruolo e da lì non mi sono più mosso. Anzi. Proprio in quella posizione ho debuttato da titolare in serie A nella Roma».
Quindi gratitudine a Stramaccioni...
«Sì. Certo, all’inizio non è stato facile accettare l’idea di cambiare ruolo. Quando si è giovani non si capiscono certe scelte. Mi fu spiegato che quel cambiamento sarebbe stato funzionale al mio processo di crescita. Accettai ed eccomi qua».
Scelga un suo pregio...
«Sono un centrocampista di qualità. Riesco a dettare i tempi, sono abile nella gestione della palla. E poi calcio molto bene le punizioni. Su un aspetto devo migliorare» .
Quale?
«Sulla quantità. Devo affinare le mie doti di incontrista anche se in serie A da questo punto di vista ho imparato tanto. Uno dei miei obiettivi è quello di migliorare la fase di interdizione».
In sintesi. È a Livorno per...?
«Perché ho fiducia nell’allenatore, perché ho voglia di riscatto e le motivazioni nel calcio sono determinanti».
Il Livorno a zero punti la preoccupa?
«Ma no. Siamo appena all’inizio del campionato. Sono state giocate due partite. Qualche anno fa il Trapani a gennaio era in zona retrocessione e poi fece la finale playoff. Calma. Risaliremo».
Il 26 ottobre ci sarà il derby contro il Pisa...
«Lo so. Quelle sono partite particolari che regalano belle emozioni. L’idea di giocarlo è uno stimolo. Quella con il Pisa è una sfida molto sentita. Sarò tutto per poterla vincere».
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