Gioco
Rizzo esce dal mistero «Ora finalmente sto meglio e voglio riprendermi tutto»
LIVORNO. Luca Rizzo ha 27 anni, ma parla con l’equilibrio e la sicurezza di un quarantenne. È trasparente e non intende ingannare nessuno: «Provengo da un’annata difficile. L’ultimo giorno di mercato fui trasferito al Foggia. Non ero pronto e fui gettato nella mischia. Mi feci male e fu l’inizio di una stagione tormentata in cui ho avuto diversi problemi fisici».
E ora come sta?
«Con il Livorno abbiamo fatto una scelta precisa: quella di lavorare per arrivare alla migliore condizione prima di giocare. A Bologna ero fuori rosa e non mi allenavo per cui è normale che mi sia presentato qui in ritardo di condizione. Ora sto meglio. Spero di dare il mio contributo a partire dalle prossime partite».
Quando starà bene sarà un top player per la B…
«Sono conscio della mia forza. Io so che posso fare la differenza e spero che i tifosi del Livorno possano apprezzarmi».
Qual è il suo ruolo preciso?
«Ho giocato dovunque tranne in porta. È chiaro che tutto dipende dall’allenatore e dal modulo che adotta. A me piace fare il trequartista perché sono più vicino alla porta. Ma posso giocare anche da mezzala e da esterno di sinistra».
Perché ha scelto Livorno?
«Perché mi hanno convinto il ds Signorelli e mister Breda. A Bologna mi facevano sentire un peso. Loro mi hanno fatto sentire importante: mi hanno detto quelle cose di cui avevo bisogno».
A Livorno per...?
«Per riprendermi tutto quello che ho perduto in questi ultimi anni. Per dimostrare a qualcuno che non ha più creduto in me che si sbagliava. Per tornare a essere un giocatore vero. Sono qui in prestito con diritto di riscatto che spero possa essere esercitato dal Livorno. Non so se questa è una parentesi della mia carriera o il trampolino del rilancio per me e per gli amaranto verso la serie A. Io so che in serie A ci sono stato e ci voglio tornare».
Quali sono i ricordi più belli della sua carriera?
«Il gol della prima vittoria della Spal in serie A dopo 49 anni. Al 96’ segnai con l’Udinese il 3-2 dopo che eravamo stati sotto 0-2. C’è una foto di quel momento: ci sono io, ci sono i miei compagni di squadra, ma soprattutto un padre che tiene in braccio suo figlio. Commovente. Però ce n’è anche un altro. Il mio gol in Sampdoria-Fiorentina visto che tifo Doria». —
F.P.
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