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Livorno

Luci vota il cambio di modulo «Si adatta di più alla rosa»

Fabrizio Pucci
Luci vota il cambio di modulo «Si adatta di più alla rosa»

Il capitano dispensa ottimismo: «Zero punti ma nessuno ci ha messi sotto, e non sempre gli episodi gireranno male. La squadra sta crescendo» 

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Baldo e fiero, il capitano Andrea Luci ci mette sempre la faccia, soprattutto quando le cose non vanno come si vorrebbe.

Sabato contro il Perugia ha dato tutto e di più e solo al triplice fischio ha abbassato la testa. Coscienza a posto, quindi, ma pure un quintale di rammarico sul cuore a cui ha dato la stura quando si è presentato davanti ai giornalisti: «Che peccato aver perso», ha esclamato, prima di chiarire il concetto: «Abbiamo fatto una partita importante contro una squadra molto forte come il Perugia. Li abbiamo limitati al massimo e, ad eccezione dell'occasione concessa nel primo tempo, non hanno mai tirato in porta».

E allora come si spiega questa sconfitta?

«Abbiamo creato tanto, ma è mancata la zampata decisiva. Non abbiamo finalizzato, ma il Livorno ha fatto la partita che doveva e voleva fare per cui sul piano tattico e dell'impegno non c'è nulla da eccepire. Dobbiamo essere più lucidi sotto porta».

E' preoccupato?

«No, perché da queste prime due giornate, nonostante le sconfitte, sono arrivati segnali positivi».

Quali?

«In due partite non abbiamo mai subito gli avversari. E sottolineo mai. L'Entella segnò su rigore e tirò in porta una sola volta su azione. Al Perugia abbiamo concesso il tiro del primo tempo, mentre il gol è stato frutto di un episodio sfortunato. Questo significa che siamo molto solidi. Inoltre sul piano del gioco abbiamo fatto progressi enormi rispetto alla gara d'esordio a Chiavari».

Con il Perugia dopo il rigore fallito la squadra si è afflosciata. Perché?

«Negli ultimi dieci minuti, forse ci sono mancate un po' le gambe, ma era quasi fisiologico che succedesse. Il motivo? Avevamo speso tanto, tantissimo. Sul piano fisico e anche mentale. So bene che loro erano in dieci, ma erano pure tutti dietro la linea della palla. E poi, dopo aver condotto quel tipo di partita, eravamo stanchi».

Quindici giorni e si va ad Ascoli. Altra sfida complicata...

«Molto. I bianconeri sono forti. Sono stati costruiti se non per vincere il campionato, di certo per arrivare ai playoff. Sono altro rispetto alla squadra della passata stagione. Per noi sarà un test molto probante. Nel frattempo però abbiamo due settimane per lavorare. E quando dico lavorare, intendo, affinare il nuovo modulo».

A proposito, sul piano tattico esame superato?

«Sì. Abbiamo giocatori che per caratteristiche dei singoli si adattano bene a questo nuovo modulo per cui la confidenza con il disegno tattico non potrà che aumentare». —

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