Gioco
Due partite ufficiali, zero gol e poco gioco. Siamo sicuri che al Livorno serva solo un attaccante?
I segnali sono stati chiari, bisogna fare valutazioni anche su centrocampo e fasce laterali. Ed evitare altre scommesse
LIVORNO. «Negli ultimi giorni prenderemo una o due ciliegine» ha detto Aldo Spinelli nei giorni scorsi al nostro giornale. Dopo le prime due partite di campionato, il nostro timore è che non servano due ciliegine ma un piatto di lasagne e una bistecca.
LE VALUTAZIONI
Prima di entrare nel dettaglio, vogliamo fare una premessa. Non c’è prevenzione su nessuno, qui vogliamo solo il bene del Livorno. Dopo una giornata di campionato non si fanno i processi, ma dopo due partite è giusto fare delle valutazioni. Ed è giusto farle oggi, a costo di essere troppo pressanti, perché il mercato è ancora aperto e si può intervenire. Oggi o mai più. Non “contro” qualcuno ma, lo ripetiamo, solo per il bene del Livorno.
L’ATTACCO
I dati di fatto (oggettivi) per ora sono impietosi. Un tiro in porta col Carpi (palo di Raicevic) e un tiro con l’Entella (palo di Rocca), coi due portieri mai impegnati. Il timore che questo parco di attaccanti non abbia i numeri per garantire 30 gol è alto. E anzi si è amplificato. «Non tutti sono al meglio, Mazzeo ad esempio si è allenato poco per un infortunio dopo la partita contro la Fiorentina», ha commentato Breda. Vero, ma è altrettanto vero che se si prendono giocatori di 35 anni devi mettere in conto certi stop.
Raicevic a Chiavari si è sbattuto andando a rincorrere quel diluvio di palloni alti che ogni volta arrivavano davanti dopo lanci lunghi ma non è mai stato messo nelle condizioni di colpire; Murilo si è visto poco o nulla; Mazzeo e Stoian sono entrati senza lasciare il segno.
CENTROCAMPO E ESTERNI
Ma se gli attaccanti sono stati innocui, è anche perché la manovra del Livorno non si è mai illuminata. E allora ecco che il raggio delle valutazioni deve essere allargato. Ad esempio? Siamo sicuri che sulle fasce siamo a posto così? Gasbarro è stato tra i migliori ma ci resta l’idea che sia uno dei terzini sinistri (o centrali a sinistra nella difesa a tre) migliori della serie B, e non un quarto di centrocampo. A destra Morganella non ha mai spinto, non ricordiamo un suo cross dal fondo, e la sua alternativa (Morelli) non ha brillato contro il Carpi.
Il Livorno ha bisogno di una manovra avvolgente e di non essere scontato. E per far ciò serve un trequartista (o comunque un centrocampista che si butta dentro) ma anche degli esterni che sanno arrivare sul fondo. Soprattutto se sei sotto di un gol, gli avversari si chiudono, e devi recuperare.
PERSONALITA'
Il Livorno deve crescere anche sotto il profilo della personalità, della cattiveria, della voglia di metterci più rabbia dell’avversario. Non ci sono più i leader dichiarati dello scorso anno, Breda è dell’idea che sia il gioco a creare i leader e ne prendiamo atto. Speriamo abbia ragione, ma intanto bisogna trovare il gioco.
MERCATO
Ma chi può arrivare? Fare nomi può anche essere facile, dici un Ceravolo (in uscita da Parma) o un Moncini e sei a posto. Il problema è che questi oggi a Livorno non vengono, per varie ragioni: di soldi, di classifica, di ambizioni. Montalto resta un nome caldo. Cerchiamo di sfruttare bene questa settimana di mercato e di giocarci tutte le fiches che abbiamo. Senza paura magari di rinnegare qualche scelta già fatta. Ci piacerebbe tanto essere ottimisti come Breda e speriamo da morire che abbia ragione lui. Ma oggi delle perplessità ci restano.
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