Gioco
Un rigorino e il Livorno non si rialza più Con l’Entella un ko che lascia tanti dubbi
Decide un fischio forse dubbio, ma il portiere dei liguri non ha fatto neanche una parata. Soltanto una traversa di Rocca nel primo tempo
la partita
alessandro bernini
La Coppa Italia non era stata un caso. Il Livorno forse meritava qualcosina in più ma perde anche in casa dell’Entella.
E purtroppo bisogna andare subito al sodo. Che Livorno è stato schierato? Riguardate la formazione. In pratica 9/11 della squadra dello scorso anno con Morganella al posto di Valiani e un ex panchinaro (Rocca) al posto di Diamanti. Il dato di fatto è questo. Può questa squadra essere più forte dello scorso anno? A nostro parere no ma speriamo vivamente di sbagliarci. Comunque 7 nuovi acquisti erano in panchina e 1 (Rizzo) neanche convocato. Non sono critiche distruttive, anzi: qui si tratta di fare valutazioni nell’ultima settimana di mercato sperando che ci sia ancora tempo. Servono dei rinforzi, dove e quali non spetta a noi dirlo. Ma il campo sta parlando.
Purtroppo questa squadra ha i soliti limiti offensivi dello scorso anno ampliati chiaramente dall’assenza di Diamanti. Sapete quante parate ha fatto il portiere dell’Entella? Zero. Zero spaccato. L’unico tiro della partita l’ha effetuato Rocca ma è andato a sbattere sul legno. Eppure, sotto di un gol prima della mezzora, c’era tantissimo tempo per far tremare l’Entella. Invece la manovra è rimasta sterile, spesso limitata a lanci lunghi per Raicevic circondato da 2-3 uomini.
L’Entella è squadra di bassa classifica, ha fatto poco o nulla ma trovato il gol cosa dovevan o fare? Si sono messi dietro, solidi, e ogni tanto la buttavano avanti. Pur con tutti i loro limiti (avevano perso in casa con il Sudtirol), hanno difeso il gol senza neanche soffrire troppo.
Il Livorno ha giocato alla pari per larghi tratti del primo tempo ma senza mai dare la sensazione di poter far male. Con Murilo poco reattivo, Rocca talvolta fuori posizione e con solo qualche discesa di Gasbarro a sinistra, alla fine ci siamo affidati ai lanci lunghi per Raicevic.
L’Entella ha mandato un segnale al 21’ con un destro di Schenetti deviato da Zima con la punta delle mani, poi al 28’ è arrivato il gol: fallo dubbio e comunque eventualmente banale di Di Gennaro su Morra e rigore, che Mancosu ha trasformato. La reazione sta tutta in un gran siluro di Rocca che va a sbattere all’incrocio dei palo, episodio di quelli da mangiarsi le mani.
Nel secondo tempo la pochezza offensiva del Livorno persiste, l’Entella si difende troppo facilmente e così Breda prova a giocarsi prima Mazzeo e poi addirittura Stoian. Ma il cambio di passo non arriva, il Livorno continua a ruminare gioco tra lanci lunghi e tentativi mai riusciti di dare profondità. Tant’è che il portiere dell’Entella tocca palla solo quando uno dei tanti lanci finisce dalle sue parti o addirittura va fuori. L’ingresso di Del Prato per Luci non sposta nulla, il cronometro scorre c on una rapidità che è direttamente proporzionale alla lentezza del Livorno. Non c’è nessuno che salta l’uomo e anche le tante punizioni dalla trequarti sono state spesso gettate nel cestino con palloni senza senso.
Speriamo sia stata una serata nera. Ma i primi segnali non sono entusiasmanti. —
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