Gioco
«Noi siamo la vera Libertas», «No, siamo noi» C’eravamo tanto amati ma adesso sarà derby
Gran parte dei tifosi ha scelto la neonata “1947” ma resiste anche la “Liburnia”: e stavolta le due società si ritrovano nello stesso campionato
il caso
Libertas contro Libertas. Non è il remake in salsa cestistica di Kramer contro Kramer, il cult movie vincitore di 5 Oscar nel '77. Qui non c'è in palio l'ambita statuetta, ma la prestigiosa eredità della storica Libertas Livorno, quella fondata il primo novembre 1947 da Sandrino Lomi, Dino Lugetti, Gronchi, Are e Fenzi. Quella a cui nel 1989 fu scippato lo scudetto da Milano prima della sciagurata (per tutti, PL compresa) sinergia del 1991. Quella che, infine, fu radiata dai ruoli FIP nel 1994.
Nomen, omen, il comune richiamo della due società a quella originaria è chiaro come il sole. Una si chiama Libertas Liburnia e l'altra – da gennaio - ha acquisito la denominazione Libertas 1947, ma attenzione: la questione è tutt'altro che formale perché la distinzione è netta ed entrambe, a quell'eredità, tengono e tanto.
LA STORIA DEL 1979
La Liburnia, per esempio, ha denominato la propria pagina ufficiale fb in modo inequivocabile “Only One Libertas Livorno 1947”. La fotoprofilo è il gagliardetto dell'Enichem quasi scudettata, come a dire: giù le mani dal nostro passato. Il patron della Liburnia, Giovanni Pardini e i vertici della società, sulla questione tengono un profilo basso, ma deciso: «Non facciamo nessuna polemica – dicono - ma noi siamo una costola della Libertas. Fummo fondati il 15 settembre 1979 per volere di Sandrino Lomi. La Liburnia è sempre stato il settore giovanile della società maggiore. E ancora oggi lavoriamo con i giovani».
Nessuna apparente acrimonia nei confronti dell'altra Libertas: «Un gruppo di tifosi ha disconosciuto la nostra società si è avvicinata ad un'altra. Si tratta di una scelta legittima che non sindachiamo. Noi ci atteniamo al fatto che la Liburnia è nata dalla Libertas nel 1979». Dalla Liburnia passano e chiudono. Nessuna parola in più.
LA NUOVA SOCIETA'
Sulla stessa sponda, ma a distanza di qualche metro, la Libertas Livorno 1947 (ex Meloria 2000 che fu di Maurizio Vortici), nei giorni scorsi ha nominato presidente Roberto Consigli. «Ognuno ha le proprie opinioni - spiega - quanto al resto, sottolineo la bellissima esperienza dell'Associazione dei Tifosi. Il primo firmatario fu il compianto Alberto Bucci che per noi è il simbolo di un uomo che non si è mai arreso nella vita alla malattia e nel basket allo strapotere di Milano. Tutto è partito da lui e dai tifosi storici. L'Associazione ha legalmente registrato il marchio Libertas Livorno e la doppia L. Inoltre la Fip, dopo un'analisi profonda delle carte prodotte e al termine di un iter durato mesi, ci ha attribuito la denominazione attuale».
Molti dei tifosi di questa Libertas, nel 2017 brindarono alla promozione in B della Liburnia che vinse 3-0 la serie finale con la Pielle. Consigli risponde: «Ci fu entusiasmo attorno a un evento, il derby. Poi diatribe tra società e tifosi portarono ad un allontanamento. Oggi l'entusiasmo è generato da un progetto che affonda le radici nel nostro glorioso passato, nei nostri valori e che guarda al futuro con ambizione. Siamo una SRL con il presidente dell'Associazione Tifosi, presente nel CdA, cosa più unica che rara». Sì, ma la Liburnia? Sono amici. Per noi sarà come giocare con l'US Livorno. I nostri veri competitor sono la Pielle, società specchiata e che stimiamo: hanno una squadra ottima e dirigenti capaci e perbene come Burgalassi e Creati».
Intanto gli storici ultras gialloblù – gli Sbandati - sono alla finestra apparentemente non interessanti alla dicotomia libertassina che si concretizzerà sul campo il 14 settembre giorno del primo, particolarissimo derby in attesa della doppia sfida nel campionato di serie C Silver. —
Fabrizio Pucci
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