Il Tirreno

Livorno

Sara Madera stella dell’Italia Under 20 campione d’Europa: «Così è bellissimo»

Andrea Masini
Sara Madera
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Sara Madera

Livorno: in Repubblica Ceca un oro fantastico per le azzurrine trascinate dalla livornese che ha infranto ogni record

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LIVORNO. Un capolavoro. Non lo si può descrivere in altro modo il viaggio di Sara Madera - livornese, classe 2000 - e delle azzurre Under 20 del basket. Che hanno vinto un Europeo pazzesco inciampando le prime due partite (con Francia e Paesi Bassi), vincendo la terza da dentro/fuori, eliminando le padrone di casa di casa della Repubblica Ceca agli ottavi, giustiziando poi i fenomeni spagnoli (7 titoli nelle ultime 11 stagioni), restituendo pan per focaccia alle giganti francesi in semifinale, e battendo la Russia in finale al termine di 40 minuti di rara bellezza e intensità che, oltre a dipingere l’Europa di azzurro, hanno glorificato la Madera miglior giocatrice del torneo con 13.3 punti e 8 rimbalzi di media a partita, unica delle azzurre ad andare sempre in doppia cifra.

«Non sto ancora realizzando bene - ha commentato Sara - e ogni volta che ripenso al suono dell'ultima sirena e allo speaker che annuncia il mio nome non riesco a trattenere le lacrime. Non ci posso credere. Abbiamo fatto qualcosa d’incredibile. E per questo ci tengo a ringraziare di cuore le mie compagne, lo staff, la Federazione e tutti coloro che ci hanno dato la spinta da casa».

L' ala/pivot labronica - pluricampionessa d’Italia con la Reyer Venezia, ma cresciuta cestisticamente nel Basket Femminile Livorno - è la seconda azzurra di sempre a vincere la palma di Mvp dopo Cecilia Zandalasini nel 2016 e, ovviamente, è stata pure inserita nel quintetto ideale della rassegna insieme alla compagna Costanza Verona, top scorer della finale: «L’emozione è tantissima e come ho già detto faccio fatica ad arginarla. Non era da tutti risorgere dopo le batoste rimediate in avvio dalla Francia e dall’Olanda, di fatti questo titolo è nato nello spogliatoio quando ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette “no ragazze, non possiamo essere queste”. Da lì è scattato qualcosa e abbiamo cominciato a crederci giorno dopo giorno, lottando su ogni sacrosanto pallone e superando la Germania, le padrone di casa della Repubblica Ceca, le favorite Spagna e Francia e infine la Russia, di 3 punti. Vincere così è ancora più bello».

Era l'ultimo ballo giovanile, quello di Klatovy. Sara e le altre lo sapevano. E l'ultimo ballo non poteva essere banale. Un roster abituato, da 5 anni, ad essere sotto i riflettori. Cinque estati di medaglie e cadute, gioie e dolori. Un oro (Klatovy 2019), un argento (Saragozza 2016) e un bronzo (Matosinhos 2015) al collo in città belle ma dimenticabili, per un gruppo bellissimo e indimenticabile: «Rifarei tutto da capo, senza cambiare nulla - ha chiosato la Madera - durante il percorso ho trovato compagne di avventura, amiche, persone splendide. Non potevamo chiudere in maniera migliore. Cosa c’è nel mio futuro? L’anno prossimo mi avvicinerò un po’ a casa, dato che giocherò in prestito a Lucca. Avrò l’opportunità di giocare in Serie A1 e di crescere sotto tantissimi punti di vista. Adesso che l’esperienza giovanile è giunta al termine, lavorerò sodo per ficcare il naso in nazionale maggiore come ha fatto Lorela Cubaj».

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