Gioco
Sara Madera stella dell’Italia Under 20 campione d’Europa: «Così è bellissimo»
Livorno: in Repubblica Ceca un oro fantastico per le azzurrine trascinate dalla livornese che ha infranto ogni record
LIVORNO. Un capolavoro. Non lo si può descrivere in altro modo il viaggio di Sara Madera - livornese, classe 2000 - e delle azzurre Under 20 del basket. Che hanno vinto un Europeo pazzesco inciampando le prime due partite (con Francia e Paesi Bassi), vincendo la terza da dentro/fuori, eliminando le padrone di casa di casa della Repubblica Ceca agli ottavi, giustiziando poi i fenomeni spagnoli (7 titoli nelle ultime 11 stagioni), restituendo pan per focaccia alle giganti francesi in semifinale, e battendo la Russia in finale al termine di 40 minuti di rara bellezza e intensità che, oltre a dipingere l’Europa di azzurro, hanno glorificato la Madera miglior giocatrice del torneo con 13.3 punti e 8 rimbalzi di media a partita, unica delle azzurre ad andare sempre in doppia cifra.
«Non sto ancora realizzando bene - ha commentato Sara - e ogni volta che ripenso al suono dell'ultima sirena e allo speaker che annuncia il mio nome non riesco a trattenere le lacrime. Non ci posso credere. Abbiamo fatto qualcosa d’incredibile. E per questo ci tengo a ringraziare di cuore le mie compagne, lo staff, la Federazione e tutti coloro che ci hanno dato la spinta da casa».
L' ala/pivot labronica - pluricampionessa d’Italia con la Reyer Venezia, ma cresciuta cestisticamente nel Basket Femminile Livorno - è la seconda azzurra di sempre a vincere la palma di Mvp dopo Cecilia Zandalasini nel 2016 e, ovviamente, è stata pure inserita nel quintetto ideale della rassegna insieme alla compagna Costanza Verona, top scorer della finale: «L’emozione è tantissima e come ho già detto faccio fatica ad arginarla. Non era da tutti risorgere dopo le batoste rimediate in avvio dalla Francia e dall’Olanda, di fatti questo titolo è nato nello spogliatoio quando ci siamo guardate negli occhi e ci siamo dette “no ragazze, non possiamo essere queste”. Da lì è scattato qualcosa e abbiamo cominciato a crederci giorno dopo giorno, lottando su ogni sacrosanto pallone e superando la Germania, le padrone di casa della Repubblica Ceca, le favorite Spagna e Francia e infine la Russia, di 3 punti. Vincere così è ancora più bello».
Era l'ultimo ballo giovanile, quello di Klatovy. Sara e le altre lo sapevano. E l'ultimo ballo non poteva essere banale. Un roster abituato, da 5 anni, ad essere sotto i riflettori. Cinque estati di medaglie e cadute, gioie e dolori. Un oro (Klatovy 2019), un argento (Saragozza 2016) e un bronzo (Matosinhos 2015) al collo in città belle ma dimenticabili, per un gruppo bellissimo e indimenticabile: «Rifarei tutto da capo, senza cambiare nulla - ha chiosato la Madera - durante il percorso ho trovato compagne di avventura, amiche, persone splendide. Non potevamo chiudere in maniera migliore. Cosa c’è nel mio futuro? L’anno prossimo mi avvicinerò un po’ a casa, dato che giocherò in prestito a Lucca. Avrò l’opportunità di giocare in Serie A1 e di crescere sotto tantissimi punti di vista. Adesso che l’esperienza giovanile è giunta al termine, lavorerò sodo per ficcare il naso in nazionale maggiore come ha fatto Lorela Cubaj».
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