Gioco
Ciccio Valenti: «Goliardia» Giannini: «Ma può farlo solo chi ha sposato la maglia»
Continua a far discutere il caso dello striscione esposto contro Pisa Per il conduttore livornese è una cosa che non va oltre il campanilismo
LIVORNO. Clamore ha fatto il post su Fb di Lamberto Giannini dopo la presentazione ad Effetto Venezia con lo striscione esposto dai giocatori, arrivato sul palco direttamente dalla parte più calda del tifo. Un “Pisamerda” (che a molti piace tutto insieme, una parola sola, per dare un un senso inequivocabile) che non lascia spazio a fantasie interpretative.
Una forma di linguaggio come ci dirà il famoso Ciccio Valenti. Che fa il pari con quel “grazie a Dio non sono livornese” che più a nord di questa città, qualcuno regala ad un bimbo appena nato. Un rapporto fra cugini un po’ così, insomma. Un tempo, dicevano che di giorno livornesi e pisani litigavano per andare, giunta sera, a rubare insieme. Questione solo di campanile. E vale la pena per chi se lo fosse perso, ricordare cosa il professore e regista aveva scritto sabato 4 agosto alle 12,58.
«Io quando leggo Pisa merda sono felice, quindi il mio non è perbenismo nel dire che i giocatori sul palco con lo striscione non mi sono piaciuti. Non perché hanno mancato di rispetto ai Pisani ma perché hanno mancato di rispetto a noi livornesi , non sono calciatori particolarmente legati alla maglia quindi lo hanno fatto per giungere ad un facile consenso , con la stessa disinvoltura potrebbero essere sul palco dove viene presentato il Pisa e avere lo striscione che recita Livorno merda , diverso fosse venuto da Igor , Alino e Cristiano, i quali non avevano bisogno di questo per mostrare amore autentico nei confronti dell’amaranto».
Giannini ci torna sopra con l’inizio di questa settimana e al telefono conferma per filo e per segno quel che già detto. Correggendo un po’ il tiro, dopo aver guardato meglio l’immagine ed aver scorto Lorenzo Gonnelli. «Quell’onore va comunque meritato e Gonnelli, comincia ad avere i gradi per poterlo fare. E’ questione di senso di appartenenza. Ho citato i nostri totem Lucarelli, Protti, Diamanti, come potrei dire un Totti per la Roma. E lì, con lo striscione in mano, c’era anche chi è appena arrivato. A 57 anni suonati come ho io, si va allo stadio non per filosofia, ma per piacere. Anche di queste cose. Mi piace la rivalità e se lo fanno pure gli altri, mi sta bene. Non mi offendo di certo».
“Ciccio” Giacomo Valenti, conduttore televisivo e radiofonico, taglia corto. «Pisa merda è folclore. Stop. Ero in diretta radio su Rai 1 e fui fra i primi ad annunciare che i pisani venivano ad aiutare i loro “nemici” colpiti dall’alluvione. A spalare fango, fianco a fianco. Questo è quello che conta. E si chiama sostanza. Che deve restare separata dall’aspetto goliardico e puramente campanilistico. Ci sono problemi più seri, oggettivamente, discussioni da sotto l’ombrellone. Anch’io li prendo in giro i pisani, cosa credete? Ricordo una volta che scrissi, volando in aereo sopra Livorno: questa è la mia città vista dall’alto e più a nord si nota un quartiere con un traliccio bianco e storto. Tanti amici pisani mi chiamarono mandandomi a quel paese. Ma per me, sono state tutte medaglie. Ci ho riso tanto. Sono tutti e solo guanti di sfida. E quest’anno, in un campionato come quello che andiamo ad affrontare , è necessario avere la squadra forte non tanto per tornare in serie A, ma soprattutto per continuare la tradizione favorevole nei derby». —
Flavio Lombardi
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