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Il ritorno da avversario di Ceccherini «Col Livorno ho un debito, mi rivedrete»

Gianni Tacchi
Il ritorno da avversario di Ceccherini «Col Livorno ho un debito, mi rivedrete»

Stasera il difensore in campo con la maglia della Fiorentina. «Non capisco le mancate conferme di Diamanti e Valiani»

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Questa è una storia da sogno: il bimbo che va in curva e impazzisce per i gol di Protti e Lucarelli, che un giorno si ritrova in campo con la maglia del cuore, che poi segna sotto quella stessa curva e spicca il volo verso una carriera importante.

«Ho i brividi a ripensarci», confessa Federico Ceccherini, che stasera torna all’Armando Picchi con la Fiorentina. Sì, perché nel frattempo quel bimbo è cresciuto, ha dimostrato di poter stare in serie A, aspetta la stagione della consacrazione e sogna la Nazionale dopo qualche stage positivo. «Ma non so come reagirò nel trovarmi contro le maglie amaranto - racconta il difensore livornese - sono già emozionato, è una sensazione stranissima. È vero che si tratta di un’amichevole, ma Livorno è sempre Livorno. È casa mia. Di sicuro mi fa piacere ritrovare ex compagni come Luci, Gonnelli e Gasbarro, ma anche lo staff, il fisioterapista Scappini, il ds Signorelli che mi ha visto crescere. E poi non vedo l’ora di riabbracciare la città, i tifosi, un pubblico davvero eccezionale».

Quanto le manca Livorno?

«Eh, parecchio. C’è la famiglia, ci sono gli amici di sempre. Ma fortunatamente Firenze è vicina e torno a Livorno ogni volta che ho un momento libero».

Qual è il suo ricordo più bello in maglia amaranto?

«Facile, il primo gol da professionista sotto la curva Nord: un colpo di testa al Cesena che non dimenticherò mai, più emozionante anche del debutto assoluto al Picchi. Ah, poi metto l’esordio in serie A contro la Roma, anzi contro Totti».

Da Livorno a Firenze passando soprattutto da Davide Nicola.

«Esatto, devo tutto a lui, è stato il primo a credere veramente nelle mie qualità. Mi ha lanciato da giovanissimo in amaranto dopo un prestito a Pistoia, in serie D, e mi ha rilanciato dopo la maledetta retrocessione in C con il Livorno, chiamandomi a Crotone in A. A proposito, quella retrocessione è una ferita ancora aperta: in parte mi sento responsabile».

In che senso?

«Fu una stagione bruttissima, tremenda. No, da livornese non posso avere la coscienza pulita per quel campionato. Ho un debito con la città e spero un giorno di poterlo ripagare, d’altronde mi piacerebbe chiudere la carriera a Livorno».

Magari in serie A con Nicola…

«Quello sì che sarebbe straordinario».

Nel frattempo per lei, a 27 anni, si apre una stagione chiave per il futuro.

«Proprio così. A Firenze mi trovo bene, la nuova società è ambiziosa e voglio sfruttare l’occasione. Sto lavorando soprattutto per ritrovare continuità».

Come vede invece il futuro del Livorno?

«Ho seguito l’ultima stagione, che sofferenza ma che soddisfazione alla fine. Ed è per questo motivo che non capisco le mancate conferme di Diamanti e Valiani, due giocatori che non si possono discutere. In ogni caso Spinelli ha sempre costruito squadre all’altezza e lo farà anche stavolta».

Ma con quale obiettivo?

«In un campionato stranissimo come quello di serie B, secondo me l’obiettivo dipende molto dall’entusiasmo della piazza. Faccio un paio di esempi: nella prima stagione di Nicola si creò un clima che poi fu decisivo per conquistare la serie A nei playoff, tre anni fa invece ci ritrovammo in un vortice di fattori negativi e arrivò la retrocessione in C. Di sicuro il Livorno ha tutte le carte in regola per fare un buon campionato, mi piace soprattutto la difesa: penso a Gonnelli, a Gasbarro, ma anche a Bogdan e Di Gennaro».

Un rinforzo poteva essere un suo compagno di squadra come Castrovilli, ma l’affare sembra in salita.

«È fortissimo, ha margini di miglioramento incredibili. E poi è un ragazzo davvero eccezionale».

Ma chi è il nuovo Ceccherini?

«Gasbarro e Gonnelli, nessun dubbio. Mi rivedo tantissimo in loro: sono livornesi come me, in campo danno sempre il massimo come me. Ho giocato con entrambi sia in Primavera che in prima squadra a Livorno, sono due ragazzi seri e hanno le qualità per arrivare presto in serie A. Certo, poi serve anche un po’ di fortuna, quella che sinceramente io ho avuto, ma i presupposti per il grande salto ci sono». —



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