Gioco
La stoccata di Bhavani, da Livorno al sogno delle Olimpiadi di Tokio
L'atleta indiana allenata da Niicola Zanotti ha conqusitatao il sedicesimo posto ai mondiali compiendo una sorta di miracolo sportivo
LIVORNO. La scherma come pane quotidiano. La scherma come passione, amore, competenza, professionalità, sempre con un occhio al presente e i piedi saldamente ancorati per terra. Ma pronto a raccogliere nuove sfide quando si sono presentate le opportunità. Mirando, se c’erano i presupposti in alto. A traguardi: ardui, difficili e in qualche caso da “mission impossible”. Come quello di riuscire a portare una ragazza indiana, Bhavani Devi, con la sciabola in mano, sulle pedane delle prossime olimpiadi di Tokio 2020. In rappresentanza di uno sterminato paese, con oltre un miliardo e 300 milioni di anime dove, è bene precisarlo subito, per chi non conosce quella realtà sportiva, la scherma ha stessa valenza agonistica delle gare di corsa di renne in Italia. Nicola Zanotti, responsabile del settore sciabola del Fides ed ex maestro di sciabola della nazionale azzurra, ai campionati mondiali di Budapest, di qualche giorno fa, è riuscito a guidare la sua allieva laddove, non era mai arrivata nessuna ragazza indiana: cioè al 16esimo posto di una classifica mondiale che ha visto, ai nastri di partenza 147 delle più brave sciabolatrici di tutto il pianeta.
Un risultato, o meglio un miracolo sportivo, quello dell’indianina, del 20 luglio sulle pedane mondiali di Budapest, salutato con enfasi dal maestro Nicola, appena si è concretizzato: «Oggi ho provato una delle più grandi soddisfazioni dall’inizio della mia carriera di maestro. Top 16 con una ragazza indiana è un risultato straordinario, un qualcosa che per quasi tutti gli osservatori, anche più attenti e preparati ha dell’incredibile».
Poi dal maestro Zanotti un passo indietro con l’analisi della gara destinata a essere scritta negli annali sportivi dell’immenso paese asiatico. «Sono stati due giorni di gara di altissimo livello con una sola sconfitta, peraltro risicata, 15-14, con la rumena Bianca Pascu, negli ottavi, in un assalto che sarebbe stato da leggenda. Prima però solo soddisfazioni: grandi, enormi soddisfazioni. Abbiamo saltato il turno delle 256 e vinto in sequenza partendo dal turno successivo, con la messicana Toledo, 15-7, la tunisina Azza Besbes (argento a Lipsia 2017) per 15-10. E, in rimonta, con la canadese Page, 15-14». Una grande performance quella di entrare tra le prime 16 importante anche in prospettiva futura.
«Grazie ai 20 punti conquistati, abbiamo fatto un balzo in avanti nel ranking mondiale. Adesso siamo al 42° posto. Una posizione di privilegio che qualificherebbe Bhavani Devi, per le olimpiadi di Tokio 2020, come seconda sciabolatrice asiatica. In aggiunta alle qualificate con le squadre nazionali. Se questo risultato fosse confermato sarebbe fenomenale». La grande performance dell’indianina, è facile capirlo, non è passata inosservata. «I complimenti mi sono arrivati da tutte le parti. E con essi gli occhi sgranati degli addetti ai lavori, compresi gli scettici iniziali che non hanno potuto far altro che venirmi a stringere la mano. Niente però è raggiunto. Mancano ancora 5 gare di coppa del mondo e tantissimi sono i punti in palio».
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