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Mori lancia, Boninti corre il futuro in pista è già loro

Luciano della Bella
Mori lancia, Boninti corre il futuro in pista è già loro

La nipote di Fabrizio ha conquistato l’argento alle Olimpiadi giovanili di Baku Il velocista, invece, dopo una batteria da record è arrivato settimo nella finale

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Roba da non credere ciò che ha combinato la coppia livornese impegnata al Festival olimpico della gioventù Europea under 18 di Baku in Azerbaigian: entrambi nati e cresciuti nel vivaio dell’Atletica Livorno nelle qualificazioni sono stati gli artefici di due risultati che li hanno proiettati nella finale a due passi dal podio. Sapevamo che non sarebbe stato facile confermare la terza migliore prestazione conseguita nelle qualificazioni. Il primo a scendere in pista era stato Tommaso Boninti al suo debutto in nazionale sulla distanza dei 400 metri, questo ragazzo, il più giovane della spedizione italiana, 16 anni da compiere il 30 settembre prossimo, al colpo dello starter schierato in quinta corsia partiva come una fucilata concludendo alla grande sul rettilineo di arrivo andando a frantumare il suo record personale con un 47. 97 di grande effetto. Nella finale dove conquistava l’oro lo svedese Emil Johanson in 47. 69 il bianco verde, curato da Giuseppe Pucini, non riusciva a ripetersi, meno veloce alla partenza cercava di recuperare ai 150 finali ma si doveva accontentare del settimo posto chiudendo in 48. 81. Un risultato che non inficia minimamente su quanto ha espresso il giovanotto livornese, ci sarò tempo e modo di rifarsi a partire dalla staffetta 4X400. Fuochi d’artificio, prima e dopo anche sulla pedana del lancio del martello dove la 16 enne Rachele Mori, proveniente da una famiglia di sportivi, come lo zio Fabrizio, anch’essa al primo anno di categoria, per l’ennesima volta nel corso delle qualificazioni ritoccava il suo record personale portandolo al terzo lancio a 69, 24, una misura che aveva consentito addirittura all’atleta di Riccardo Ceccarini di ottenere il pass diretto.

Rachele si era presentata a questa rassegna continentale con un accredito inferiore rispetto alla Bielorussa Maryola Bukel 70, 52 e alla finlandese Silja Kosonen, si superava nella finale proprio nell’ultimo lancio con l’attrezzo che volava a metri 69. 04, quanto bastava per portarsi a casa la medaglia d’argento; la finnica non si smentiva vincendo con metri 72, 35, tutte le altre rimanevano dietro. —

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