Il Tirreno

Livorno

stop per doping 

Che mazzata: 4 anni di squalifica a Mazzoni

Flavio Lombardi

Ma le motivazioni creano un caso. «Non finisce qui, farò valere le mie ragioni». L’avvocato: «Luca uscirà pulito» 

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LIVORNO. Quattro anni a Luca Mazzoni. Il pronunciamento del Tribunale Nazionale Antidoping, dopo essersi riunito in camera di consiglio dalle 17 di ieri, alla fine è arrivato. Come un pugno nello stomaco. Il portiere del Livorno, sospeso in via cautelare dopo il controllo antidoping eseguito il 17 febbraio scorso al termine del match Lecce-Livorno e risultato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina, è stato squalificato con il massimo della pena previsto.

A nulla è valsa la presentazione del dossier ai primi di luglio, una documentazione redatta per la difesa dal perito di parte Francesco Maria Avato, il numero uno in Italia in tossicologia e già salito alle cronache per il delitto di Garlasco. Il consulente tecnico d’ufficio, nominato dal tribunale per cercare di fare luce sulla vicenda e poter interpretare la tesi secondo la quale Mazzoni fosse stato vittima di una assunzione incolpevole, non ha convinto. Per Sabina Strano Rossi, che su internet rintracciamo come tossicologa forense dell’Università Cattolica di Roma, («ma è una semplice farmacista», puntualizza la difesa) le obiezioni e sono state diverse e contraddittorie.

Antonio De Rensis, avvocato del calciatore, è una furia. «C’è stata una relazione di quattro paginette, nelle quali la consulente ha risposto che è assolutamente plausibile il trasferimento della cocaina attraverso saliva. Salvo precisare che nelle 48/96 ore comunque non ci sarebbe più traccia. Il problema è che l’ultimo contatto fra Mazzoni e questa donna, risale alla mattina del 16, cioè al giorno precedente il prelievo di Lecce come da dichiarazione depositata. Si parla di 30 ore, un range, che lascia dubbi sul fatto che la Strano Rossi, abbia letto attentamente la relazione del professor Avato. Il presidente Francesco Plotino cogliendo la discrepanza ha chiesto: “l’orario dichiarato è diverso; in base a ciò, la sua valutazione muta?”. La Strano, contraddicendo quel che aveva messo per scritto, ha detto che era uguale. Anche con 30 ore, non cambiava nulla». Come se presa in castagna, avesse comunque voluto sostenere la sua teoria.

La Fifa intanto ha imposto di inviare entro il 26 agosto le motivazioni della condanna L’avvocato è sicuro. «Mazzoni uscirà pulito da questa storia. Dimostreremo scientificamente che ciò che ha detto la farmacista non risponde al vero». Resta il fatto che Mazzoni sin da subito con una assoluzione avrebbe potuto trovare una squadra ed ora dovrà aspettare la data in cui in secondo grado si riunirà il TFN (Tribunale Federale Nazionale), presumibilmente verso la fine dell’anno. Un peso enorme per l’uomo e per lo sportivo . «Chi ha tecnicamente sbagliato pagherà, sarà citato. Non si gioca sulla pelle delle persone».

La chiosa, spetta direttamente a Mazzoni. «La consulente, a fine dibattimento, è entrata nella stanza con la Procura e non è rimasta fuori come noi. Un atteggiamento Strano. Come il suo cognome…». Poi in un post su Facebook ha aggiunto: «Si va avanti combattendo! Mi hanno insegnato a non piangermi addosso e a far valere le mie ragioni è così farò fino alla fine di quest’incubo... Io sono qui non scappo e lotto per la mia dignità e quella dei miei cari». Siamo solo all’inizio della vicenda. Chi perdeva, come abbiamo scritto molte volte, avrebbe ricorso. E Mazzoni è pronto ad arrivare sino al terzo grado di giudizio. Quello del Tas di Losanna. —

Flavio Lombardi



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