Gioco
Manlio Porcellini e i suoi uomini «Una vita dedicata al Livorno»
LIVORNO. «Non chiedetemi a quanti anni di militanza in amaranto sono arrivato, perché ho perso il conto». Scherza, il dottor Manlio Porcellini, responsabile dello staff medico del Livorno: «Il primo approccio con la società lo ebbi nel 1985/86. All'epoca c'era il dottor Mario Ricordati che sostituivo in qualche trasferta. Sono molto grato a lui e anche al dottor Gian Paolo Ferretti che mi aprì le porte del Centro di Medicina Sportiva». Molti non sanno che il dottor Porcellini è stato anche uno sportivo praticante: «Ho giocato per 19 anni a pallacanestro. Poi a tennis a livello agonistico. L'evoluzione naturale della mia vita e dei miei studi è stata la specializzazione in medicina dello sport». Il suo motto è “spero sempre di lavorare poco perché significa che i ragazzi stanno bene”: «Lo ribadisco sempre. Quest'anno sta andando tutto bene. Al di là di qualche affaticamento delle vesciche ai piedi, i giocatori non hanno accusato malanni. Al momento l'unico fermo è Gonnelli, ma il ragazzo non ha nulla di preoccupante».
Il dottore è coadiuvato da una serie di valorossi collaboratori. Il massaggiatore Gianni Scappini è ormai un'istituzione: «Sono al 16mo anno con il Livorno. Abbiamo un bel gruppo fatto di giocatori perbene. E lo staff medico é pronto». L'altro massaggiatore Manuel Lenzi, filmato in una storia di Instragam da Raicevic che lo getta in una tinozza piena d'acqua fredda è ottimisita: «Come staff medico ci conosciamo già ed abbiamo iniziato a lavorare con la solita passione. Sono fiducioso».
Infine c'è Paolo Raffaelli, una vita nella Pallacanestro Livorno, ma ormai amaranto da tempo: «Sono 12 anni tra giovanili e prima squadra. L'ambiente è buonissimo e questo è già un bell'inizio». —
Fabrizio Pucci
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