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Livorno

Breda: «È già un Livorno che mi piace»

di Alessandro Bernini
Breda: «È già un Livorno che mi piace»

L’allenatore, soddisfatto del gruppo, aspetta che il mercato gli porti in dote un portiere, una punta e l’atteso trequartista 

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Il sole non abbandona il campo neanche quando, poco prima delle 20, arriva il triplice fischio finale dell’amichevole vinta 15-0 dal Livorno con una rappresentativa di Gubbio. Breda parla un po’ con Murilo, poi si apparta un attimo col suo vice. Sembra soddisfatto. «Soddisfatto soprattutto per il lavoro che stanno facendo i ragazzi in questi giorni. C’è un bel gruppo».

E la partita?

«Ho chiesto ai ragazzi di essere propositivi, di prendere iniziative e di fare la partita. Sono contento di come hanno eseguito i compiti».

Tatticamente non è più il Livorno dello scorso anno.

«È chiaro che qualcosa stiamo cercando di cambiare. Non dico che la rinuncia a Diamanti sia stata giusta o sbagliata, dico che abbiamo intrapreso un percorso nel quale cerco di coinvolgere di più un po’ tutti i giocatori. Ci stiamo provando e spero che i risultati arrivino».

Però il trequartista al posto di Diamanti per ora non c’è.

«Ci manca ancora qualcosa e spero che arrivi dal mercato. I dirigenti sono al lavoro, sappiamo cosa manca».

Ma quindi rientra in gioco Maiorino?

«No. A meno che non ci siano ostacoli per la sua cessione, l’idea è quella che ho già detto. E cioè che Pasquale non rientra nei nostri piani».

E Piscopo?

«Resterà qualche giorno con noi per capire se può darci una mano».

Raicevic sembra bello carico.

«La preparazione lo aiuterà molto. E poi ci ho parlato, voglio che quest’anno si senta un attaccante vero. Uno di quelli che va in campo per buttarla dentro».

Lo sapranno fare anche Murilo e Marsura?

«Sì, lo possono fare. Murilo deve essere più cinico ma ha qualità, Marsura va inquadrato al meglio tatticamente perché ha una potenza fuori dal comune».

Mica male Del Prato.

«Sì, è un ragazzo che sa giocare a calcio».

Non mancano un po’ di chili e centimetri in mezzo al campo?

«No, non credo. Se giochiamo con tre giocatori offensivi, ho bisogno nel mezzo di gente che pressa e che corre. Come appunto Luci e Agazzi».

D’Angelo si è presentato bene.

«Ha tanta carica. Oggi l’ho schierato più alto, da trequartista, perché sa buttarsi dentro e vede la porta. Ma può fare anche il centrocampista puro».

Abbiamo sentito Bogdan alzare la voce, chiamare i compagni, incitare, guidare i reparti. Lo scorso anno non era così...

«È vero, sta acquisendo personalità. E sono convinto che la stessa crescita sotto il profilo caratteriale possono averla anche altri ragazzi come ad esempio Di Gennaro e Agazzi».

E se Bogdan dovesse partire?

«Io spero che resti. Se va via, cercheremo un altro difensore».

È contento dell’arrivo di Mazzeo?

«Sì, è un attaccante puro che ha il gol nel sangue».

Lo scorso anno però ha segnato poco.

«È stata una situazione particolare. Nei due anni precedenti aveva segnato 40 gol, fisicamente sta bene per cui sono ottimista».

Che cosa manca ancora?

«Sicuramente ci manca una punta, un trequartista e un portiere. Ma siamo già un bel gruppo, mi piace come sta nascendo questo Livorno». —



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