Gioco
«Ho una fame moio...» Nel menù di Detti c’è una medaglia d’oro
La prossima settimana iniziano i mondiali in Corea del Sud e Gabriele, dopo un anno sfortunato, vuole riprendersi il titolo del 2017
La settimana iridata è alle porte. E Gabriele Detti, che ha finalizzato la preparazione a Yeosu (campo gara del Mondiale di nuoto in Acque Libere…) sotto la guida del coach (e zio, livornese) Stefano Morini, non vede l’ora di godersela. Salirà sui blocchi del Nambu Aquatics Center con la voglia di spaccare il mondo per due semplici motivi: sbattersi alle spalle la grana alla spalla che non gli ha permesso di primeggiare nel 2018 in ambito europeo, ma soprattutto difendere il titolo mondiale conquistato nel 2017 a Budapest negli 800 Stile Libero, oltre ad uno splendido bronzo nei 400. E’ carico a molla, il bimbo di Ardenza. Durante gli allenamenti a sud est della penisola coreana sta letteralmente sbranando l’acqua, in attesa di spostarsi fra 48 ore a Gwangju, sede del nuoto.
«La forma sta salendo di giorno in giorno - ci ha confidato nella hall dell’Hotel Venezia - le sensazioni sono buone e, per fortuna, stavolta non c’è stato alcun incidente di percorso. Incrociamo le dita, anche se non sono poi così scaramantico (sorride, ndr)».
Sprizza serenità da tutti i pori, Gabriele. Forse nasconde un pizzico di tensione, o forse no. Col tempo abbiamo imparato a conoscerlo. E alle parole, preferisce di gran lunga la sostanza: «Nei 400 se Sun Yang fa il Sun Yang, non ce n’è per nessuno. È campione in carica da tre edizioni consecutive dei Mondiali, ma il poker dovrà sudarselo fino all’ultima bracciata. Io, come gli altri, siamo qui (in Corea del Sud, ndr) per provare a batterlo. Cosa significherebbe mettere la mano davanti? Beh, senza dubbio fermare l’egemonia di uno dei migliori mezzofondisti della storia del nuoto».
Intanto sul cinese, alla vigilia della rassegna mondiale, è tornata a farsi ingombrante l’ombra del doping. Secondo il quotidiano australiano Telegraph, Sun sarà ascoltato a settembre dal Tas per una presunta violazione di un test antidoping. Secondo quanto riportato, Yang avrebbe distrutto un campione di sangue con un martello lo scorso settembre durante un controllo a sorpresa: «Queste cose non mi riguardano - ha continuato Detti - qua ci sarà e dunque bisognerà pensare ad un modo per beffarlo. Punto».
Dopo i 400, Gabriele nuoterà anche gli 800 ma non i 1500. E per lui la concorrenza sarà tutta europea Romanchuk, Wellbrock e Christiansen, sicuri protagonisti sia negli 800 che nei 1500, gara quest’ultima in cui vedremo anche Gregorio Paltrinieri: «L’800, rispetto al 400, è una gara diversa, siamo in tanti sullo stesso livello e di conseguenza l’approccio in batteria si rivelerà fondamentale. Poi, una volta centrata la finale, sarà come vedere 8 squali uno accanto all’altro smaniosi di mangiare la testa degli altri 7. Attendo questo momento da due anni, le emozioni di Rio de Janeiro e Budapest le porterò sempre di me, ma non voglio che siano le uniche della mia carriera. Come si dice a Livorno, ho una fame moio».
Il programma della settimana natatoria a Gwangju (+7 ore rispetto all’Italia) cerchia di rosso i 400 Stile Libero nella giornata d’esordio (domenica 21 luglio): batterie al mattino, finale al pomeriggio. Gli 800, invece, si nuoteranno martedì 23, mentre la finale è prevista per la sessione pomeridiana del giorno successivo. Il conto alla rovescia è finalmente (quasi) giunto al termine. Gabriele Detti, prima medaglia livornese ai Giochi Olimpici nel nuoto, freme dalla voglia di fendere l’acqua e combattere con i migliori al mondo: «Il divertimento, a mio avviso, sta alla base dello sport. Quindi andiamo a giocarci le nostre carte. Sarà uno sballo…». —
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