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Breda in mezzo ai tifosi del club “Campanile”: «Senza Diamanti sarà una squadra migliore»

Fabrizio Pucci
Il mister del Livorno Roberto Breda con il presidente del club “Campanile” Nedo Di Batte e il direttore generale Massimo Milli
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Il mister del Livorno Roberto Breda con il presidente del club “Campanile” Nedo Di Batte e il direttore generale Massimo Milli

Il tecnico è tornato sulla rottura con Alino: «So di essermi preso una grossa responsabilità, ma non sono autolesionista»

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LIVORNO. Un’indimenticabile serata amaranto sotto le stelle di Montenero. Il Club Campanile del presidentissimo Nedo Di Batte ha fatto ancora una volta centro. Un centinaio di tifosi di tutte le età, giovedì sera si sono ritrovati a cena al Ristorante Conti in uno scenario fiabesco con il mare a fare da sfondo al sacro colle.

Gli sportivi hanno avuto la possibilità di intrattenersi con il tecnico Roberto Breda e con i suoi collaboratori Melidona e Matarangolo. Presenti anche il direttore generale Massimo Milli, il responsabile della biglietteria Massimiliano Casali e il dirigente Enrico Bacciardi. La cena, rigorosamente a base di carne locale e chianina (presente l’allevatore maremmano Dario Fiacchi) è scorsa via veloce, allietata dalla musica di Gaetano Di Simone. Invitate dal Club Campanile, sono state graditissime ospiti Susanna e Carina Vitulano, moglie e primogenita dell’indimenticabile Miguel. Per loro applausi e un filo di commozione. Presente a titolo personale anche il consigliere regionale Francesco Gazzetti, da sempre tifosissimo amaranto.

PAROLA DI BREDA

Tra il mister e i tifosi non c’è stato un vero a proprio botta e risposta, però Breda quando ha preso la parola per il classico saluto di inizio cena, è entrato nel dettaglio del suo lavoro senza troppi giri di parole: «Da qualche giorno abbiamo ripreso l’attività e sono molto felice perché, come ben sapete, preferisco anteporre i fatti alle chiacchiere. Non sono un uomo che ama fare proclami. Questo non significa che non voglia, anzi, non volgiamo fare le cose perbene. Anzi. È l’esatto contrario perché tutti abbiamo la voglia di vincere. Però – ripeto – il campionato di serie B è terribile per cui è opportuno lavorare in silenzio senza parlare troppo perché c’è sempre il rischio di essere smentiti».

QUESTIONE DIAMANTI

Il tecnico di Treviso, pur senza fare mai il nome di Diamanti non si è potuto esimere dal parlare della questione dell’estate: la non riconferma di AD23: «Sono perfettamente consapevole – ha dichiarato – di essermi preso una grande responsabilità. Su un aspetto, però voglio essere chiaro: non sono un autolesionista. Conto che questa mia scelta serva per migliorare la squadra. Personalmente sono grato a tutti i giocatori che ho allenato l’anno scorso. È stato un piacere e un privilegio averli alle mie dipendente anche e non solo per il feeling che si era creato con ognuno di loro. Quello stesso feeling che mi rende felice adesso che abbiamo ricominciato ad allenarci. Detto questo – ha proseguito Breda – dobbiamo guardare sempre avanti nella speranza di non sbagliare o comunque di sbagliare il meno possibile».

I tanti tifosi presenti hanno seguito con una elevatissima soglia di attenzione l’intervento di Breda di cui hanno apprezzato la sincerità sottolineata con una messe di applausi alla fine del discorso.

SODDISFAZIONE DI BATTE

Felice, il presidente del Club Campanile e organizzatore della serata che ha salutato ai dirigenti e l’allenatore amaranto. Rivolgendosi a Breda ha dichiarato: «In effetti, la sua è stata una scelta molto coraggiosa che magari non tutti hanno condiviso o compreso. Resta fermo il fatto che lei ne ha spiegato i motivi alla città e ai tifosi e per questo merita tutto il rispetto possibile da parte della tifoseria». Il tecnicno e i suoi collaboratori tecnici hanno lasciato la cena subito dopo il dessert. «Se vogliamo vincere – ha scherzato Di Batte – mandiamoli a riposare che ogni giorno devono lavorare insieme ai ragazzi in vista del campionato” . Gli sportivi invece si sono intrattenuti più a lungo cantando sulle note dell’inno amaranto e delle canzoni intonate da Di Simone e sognando di vincere il derby con il Pisa. Sì, perché dal 9 giugno, giorno della promozione in B dei nerazzurri, ogni tifoso amaranto ha un’idea fissa in testa: rispettare la tradizione che vede il Livorno domare i cugini.

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di Redazione web