Il Tirreno

Livorno

Tutti gli eccessi di Morganella L’unico svizzero non preciso

Fabrizio Pucci

Ieri il difensore ha firmato un contratto annuale e si è allenato Forte ma inquieto, fu anche escluso dalla nazionale svizzera 

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il personaggio

In passato ha portato la barba hipster, quasi da fare invidia (tanto per entrare in clima derby) al bomber del Pisa Moscardelli. Fu un fioretto, osservato per i nove mesi delle gravidanze della moglie Johanna. Ma la barba, si sa, se ne va a colpi di forbici e rasoio. I tatuaggi - altra passione dell'esterno svizzero - invece no, quelli sono indelebili. E di tatuaggi, sua vera passione, Michel Morganella ne ha davvero tanti.

Il nuovo acquisto del Livorno non è esattamente il prototipo dello svizzero precisino, da giacca, cravatta, 24 ore in mano e con la divisa dei capelli da una parte. Lui per la verità, in testa ha portato anche la cresta.

In campo è uno da battaglia che non ha paura di nulla forse perché nella sua carriera ne ha viste di cotte e di crude; la rottura di un ginocchio è quasi una malattia professionale e quindi nella vita di un calciatore, può starci. Ciò che non immagini è che in uno scontro di gioco si possa riportare una frattura multipla del cranio. Lui però ha la testa dura e questa considerazione ha una doppia valenza positiva. Primo perché gli ha consentito - dopo un intervento chirurgico - di ripartire più forte di prima e poi perché non si arrende. Normale per uno che ha lo sport nel sangue. Anzi nel Dna, perché ha una sorella campionessa svizzera di ginnastica artistica e un fratello calciatore nella serie A elvetica.

All'inizio del suo percorso da calciatore è stato un attaccante abbastanza prolifico prima di arretrare il proprio raggio d'azione. Se c'è una cosa che odia è la sconfitta. Alle Olimpiadi del 2012 a Londra, dopo aver perso contro la Corea del Sud pubblicò un tweet poco distensivo: "Distruggerò i sudcoreani - scrisse - devono bruciare tutti". Un'entrata a gamba testa che gli costò l'esclusione dalla Nazionale Olimpica Svizzera. A Padova quest'anno è stato messo fuori rosa per essersi intrattenuto a parlare fino a tardi fuori dall'hotel che ospitava i biancoscudati, con alcuni amici palermitani conosciuti durante la sua lunga avventura in Sicilia.

Un aneddoto passato alla storia, risale al 2016: per festeggiare la salvezza del Palermo organizzò un barbecue 'estremo' nel quale alimentava il fuoco con il soffiafoglie, megatubo dal calibro di tre centrimetri. O forse di più. Morganella, però, è anche il tenero padre di Marlon, Dixon e Alison, i tre figli piccoli che potremmo vedere a Livorno nelle prossime settimane. —

Fabrizio Pucci

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di Redazione web