Gioco
«Diamanti addio? Scelta mia. Livorno tra le quadre più complete»
Breda spiega la decisione puntando su “motivi tattici” e a sorpresa considera gli amaranto già avanti. E annuncia «Arriveranno rinforzi»
LIVORNO. Non abbassa mai lo sguardo Roberto Breda. Lui che di solito fatica a velare la sua timidezza, stavolta affronta le domande con una sicurezza mai vista. E anche nelle risposte emana un ottimismo che, per certi versi, ci lascia pure un po’perplessi. Speriamo abbia ragione lui.
Buongiorno Breda, lo sa vero da dove iniziamo?
«Da dove? »
Dall’addio a Diamanti. Perché?
«È una scelta che ho preso condivisa con la società. Non sono un masochista, è stata una scelta ponderata».
Ci spieghi la logica perché noi facciamo fatica a trovarla.
«Faccio una premessa. So bene che abbiamo dato una pugnalata ai tifosi, Diamanti è insostituibile nel loro cuore».
A noi pareva insostituibile anche in campo.
«È stato determinante nella salvezza, ne sono più che convinto».
E quindi?
«Beh, sono altrettanto convinto che cambiando determinate caratteristiche, il margine di crescita del gruppo possa salire. A noi serve un giocatore probabilmente con caratteristiche diverse da Diamanti. Faccio un esempio. L’Inter con Ibrahimovic ha vinto lo scudetto, l’hanno dopo ha venduto Ibrahimovic e ha vinto il triplete».
Sì, appunto, con Eto’o e Milito... Con tutto il rispetto, noi non abbiamo comprato Eto’o e Milito.
«Sono fiducioso e comunque partiamo da una base solida».
Il Livorno va ancora rinforzato molto.
«Invece secondo me, se facciamo una partita domani, siamo tra le squadre più complete»
Ne è davvero convinto?
«Sì. E ci sono ancora 40 giorni per rinforzarci ancora».
Quindi per Diamanti è una scelta tecnica e tattica?
«Sì».
Lo scorso anno il Livorno aveva 4-5 giocatori di grande personalità, tra questi Mazzoni, Diamanti, Dainelli e Valiani. Non ne è rimasto neanche uno. Non è che facciamo una squadra solo di soldatini? Non crede manchi un po’di personalità?
«Da calciatore ero considerato un leader, di grande personalità. Ma la vera personalità, a mio parere, la dà l’idea di gioco. Sono convinto che giocatori come Di Gennaro, Boben, Agazzi e Raicevic, possono avere un’impennata sotto il profilo della personalità. Possiamo crescere se responsabilizziamo di più tutti quanti».
E Valiani?
«È un discorso diverso. La società so che ha fatto un’offerta anche se io non voglio entrare in discorsi contrattuali. Comunque ho parlato con Valiani, lui sa che mi farebbe piacere averlo di nuovo e ho ancora la speranza che possa venire con noi».
Parliamo dell’attacco.
«Raicevic e Murilo secondo me possono dare molto, molto di più. Anche in termini di gol. Sono pronto a scommettere su di loro. E Marsura mi piace».
Lo scorso anno l’attacco è stato un problema. E ora mancherà anche Diamanti. Ci serve un giocatore che porti in dote molti gol.
«Credo che prenderemo due punte»
Intende, una punta top e un giocatore per fare il quinto attaccante?
«In linea di massima sì».
È vero che riprenderebbe Giannetti?
«È un giocatore che mi piace, poi non conosco le dinamiche del mercato e non so se potremmo arrivarci.
Ma lo allenerei molto volentieri. Se guardiamo il minutaggio dello scorso anno e i gol segnati, è uno che può superare la doppia cifra senza problemi».
Al posto di Diamanti lei vorrebbe Tremolada?
«È un giocatore che ho allenato e che conosco»
Zima sarà il titolare?
«Stiamo facendo delle valutazioni».
Bogdan resta?
«È chiaro che il richiamo della serie A è forte, vedremo».
E Gonnelli?
«Non mi risulta che sia in uscita per cui resta con noi».
Gasbarro? Con lei lo scorso anno ha giocato molto poco...
«A fine anno ho fatto delle riflessioni su come ho allenato questo gruppo, e credo che con Gasbarro avrei dovuto far meglio. Un allenatore deve anche riconoscere i proprio errori. L’ho chiamato per dirglielo. Forse gli ho fatto cambiare troppi ruoli, forse dopo la partita non positiva col Crotone l’ho coinvolto poco. Per me può fare bene il quinto di centrocampo a sinistra, poi valuteremo anche le sue intenzioni».
Maiorino?
«Non rientra nei piani».
Preparazione per partite forte o per uscire fuori a primavera?
«Preparazione per andare forte dall’inizio alla fine. Voglio una squadra che corre. Sempre».
Non c’è più Igor Protti.
«Penso che durante il campionato abbia fatto capire a tutti la sua scelta. Ci ha dato una grande mano. Ma c’erano situazioni da chiarire con la società, mi sembra più che altro di carattere personale».
Sembrava molto legato a Facci invece vi siete divisi.
«Mi spiace che Mauro abbia fatto questa scelta, la società gli aveva fatto una proposta e mi risulta che volesse andare avanti con lui. Però è chiaro che ognuno decide per se stesso».
Con Signorelli come va?
«Lo conosco da una vita, abbiamo un dialogo costante».
Lei è molto carico, la tifoseria molto diffidente.
«Aspettiamo che il pallone inizi a rotolare. Sì, io sono ottimista».
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