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Livorno

Mazzoni, un altro slittamento Il processo rinviato al 22 luglio

F.L.
Mazzoni, un altro slittamento Il processo rinviato al 22 luglio

Ieri era in programma l’udienza a Roma al Tribunale antidoping  ma non si è andati oltre la nomina di un nuovo consulente tecnico 

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il caso

Dal Foro Italico, dall’aula del Tribunale Nazionale Antidoping, giunge un altro slittamento. Quello che doveva essere ieri, il processo a Luca Mazzoni, dopo il primo rinvio deciso il 20 giugno, diventa il rinvio bis. In sostanza, dopo circa una mezzoretta, il presidente Francesco Plotino, ha deciso una nuova data, quella che dovrebbe essere giusta per mettere un punto. Almeno, in primo grado. Si tratta del 22 luglio.

Ieri, è solo stato dato incarico al CTU (consulente tecnico d’ufficio) nel frattempo individuato e che ha accettato. Si tratta di una giovane professionista, che già collabora con la polizia scientifica della Capitale. Espletate le operazioni di routine, firmate le carte, la consulente nominata dal TNA si è scambiata il numero di telefono con Francesco Maria Avato, il perito di parte interpellato dall’avvocato del calciatore amaranto, Antonio De Rensis. Probabilmente perché, forse, nella lettura dell’ampio dossier, potrebbe aver bisogno di chiedere ulteriori chiarimenti. Avato, nella documentazione prodotta, andrebbe a smontare l’ impalcatura accusatoria della procura nazionale antidoping. Grafici, numeri e tabelle secondo cui, certi parametri su cui si basa l’accusa, sarebbero facilmente smentibili. Dimostrando che la positività del portiere alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina, riscontrata nelle urine il 17 febbraio scorso è dovuta ad assunzione incolpevole e indiretta. In parole povere, una contaminazione.

L’ulteriore prova, secondo Avato, che è uno dei massimi esperti di tossicologia in Italia, è che dal deferimento ad oggi, cioè dal 20 marzo, Mazzoni ha fatto settimanalmente controlli ai quali è risultato sempre negativo. Il 22 luglio è una data che certifica comunque la voglia del tribunale di fare chiarezza alla svelta e non rimandare a settembre. C’è di mezzo la vita di un uomo ed anche la sua professione. Un segno di rispetto, in attesa di una sentenza che potrebbe arrivare subito o entro la fine di luglio. —

F.L.

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di Redazione web