Gioco
L’addio forzato di Diamanti al Livorno: «Mi avete dato tanto e certi amori restano»
Le scelte di Breda escludono Alino dal nuovo progetto, ma lui evita polemiche. Ecco i retroscena di questa rottura e il messagio su Instagram del giocatore
LIVORNO.L’artista del calcio ha sorpreso ancora. Anche con l’ultimo colpo di pennello. Alessandro Diamanti poteva usare il colore nero in abbondanza per il suo addio (forzato) al Livorno e invece ha scelto il color amaranto regalando solo parole di affetto per tifosi e città.
Lo ha fatto con un post sul suo profilo Instagram. “Credo - si legge nel post - che nella vita certi Amori non si scordino mai e con la città di Livorno è un Vero Grande AMORE. Non parlo di calcio ma di emozioni, di affetto ed umanità nei miei confronti che quest’anno come 12 anni fa mi avete dimostrato incondizionatamente. INSIEME, siamo riusciti a fare qualcosa di davvero incredibile! La vita è così perché ha mille sfaccettature e perché ci regala sempre mille sorprese. Guardo avanti tenendomi stretto il bagaglio di stima che mi avete donato. Forza Livorno! Sempre. Alino 23”.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su questa storia di Diamanti perché altrimenti si perde la bussola. Diamanti non resta a Livorno perché è evidente che non rientra nei piani di Roberto Breda, come il tecnico ha spiegato anche a Spinelli nei vari summit di Genova. Che sia per una questione tattica o che sia per una questione di personalità, fatto sta che Breda non lo vuole. Lo spiegherà il tecnico nella sua prima conferenza stampa in programma forse martedì al Centro Coni (lunedì c’è il raduno ma nessuna conferenza per ora) ma d’altronde il fatto che Diamanti non abbia ricevuto neanche mezza telefonata da Livorno si commenta da solo. I giocatori in scadenza che il Livorno voleva confermare (tipo Raicevic) sono stati chiamati molti giorni fa.
E fa un po’ ridere leggere che “vabbè, però poteva essere Diamanti a chiamare Spinelli...”. Ma si scherza? Nella vita bisogna sapersi rispettare e AD23 l’ha fatto. Diamanti tra tra l’altro ha già rifiutato alcune offerte, i dirigenti amaranto sapevano bene che sarebbe bastato mettersi a un tavolo e parlare. Chiaro che in questo addio a Diamanti c’è anche lo zampino della società. Perché Breda avrà anche dato indicazione di non confermare Diamanti ma se Aldo e Roberto Spinelli avessero voluto, ci avrebbero messo 5 secondi a dire al tecnico “caro mister, Diamanti non si tocca. E ora pensiamo al resto”.
Speriamo che il progetto di Breda risulti vincente, perché poi vogliamo tutti il bene del Livorno. Ma a oggi non si può non essere perplessi su questa scelta. A parte che è mancata anche solo la cortesia di fare una telefonata e dire “caro Alessandro, grazie di tutto ma non rientri nei nostri piani”. Niente, non è stata fatta neanche quella. Eppure AD23 era tornato a Livorno con un contratto fisso di 88mila euro (non al mese... all’anno), eppure AD23 è stato uno dei grandi protagonisti della salvezza (10 gol e 10 assist), eppure AD23 è sempre stato il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andare via, eppure AD23 è stato (con Donnarumma del Brescia) il miglior giocatore della serie B dello scorso anno.
Non era un soldatino. Era un guerriero. Coi soldatini ci fai le marce, coi guerrieri ci vinci le battaglie. Sarà bene ricordarselo, perché questa è la stagione del derby col Pisa. Quando l’11 maggio, dopo il pari di Padova, festeggiammo la salvezza con gli occhi lucidi, avremmo pensato tutto fuorché di scrivere questo articolo.
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