Gioco
Athletic Club, la tradizione che sforna mini campioni sotto lo sguardo di Biagi
LIVORNO. Da settant’anni, su questo tatami crescono generazioni di ragazzi, forgiati dalla dura bellezza del karate. Disciplina affascinante e difficile, soprattutto palestra di vita e di comportamenti. L’Athletic Club di via Marradi, che con gli esami per il passaggio di cintura ha chiuso l’ennesima stagione di successi, di questa filosofia legata alla più antica delle arti marziali è antesignano e modello, non solo a Livorno, con personaggi che hanno fatto la storia come Bibi Gufoni, Viviano Biagi, Vittorio Domenici.
I ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni nell’esame conclusivo hanno confermato la loro crescita sul piano delle qualità di coordinazione, equilibrio, bilateralità, comportamento e conoscenza delle basi tecniche di questo sport.
Al vertice della piramide tecnico-organizzativa del club c’è il maestro Viviano Biagi, settimo dan, uno dei pochi in Italia ad essersi guadagnato il titolo di “benemerito” da parte della Fijlkam. Insieme a lui lavorano il maestro Bruno Giusti, quinto dan, che ha seguito il corso agonistico, e i collaboratori Maurizio Nizzi, Jacopo Pagni, Christian Varriale, Nicola Spadoni, Nicola Daddi e Riccardo Volpe: tutti atleti pluridecorati (Daddi, un inossidabile atleta che nonostante alcuni nfortuni riesce sempre a risorgere come la Fenice e che in maggio ha vinto ancora una volta il titolo italiano Master). Il programma del judo invece viene curato dal maestro Carlo Spagnoli, che segue i corsi per bambini, agonisti ed amatori con la collaborazione del maestro Vittorio Del Taglia.
«Dai primi anni Settanta fino ad oggi - spiega il maestro Viviano Biagi - il karate livornese ha creato molti atleti e tecnici di altissimo livello, ma come spesso accade nella nostra città, non si è trovato purtroppo l’accordo per unirci sotto una sola egida. Una soluzione intelligente che avrebbe portato la nostra città ai primissimi posti a livello nazionale. Io stesso ho sempre insegnato ai miei allievi che la prima cosa da capire nel karate è il rispetto per il maestro e per il club, ma probabilmente qualcuno non ha recepito il messaggio. Un peccato perché uniti è sempre meglio che stare ciscuno per conto proprio. Ma come ha detto Kipling “Se puoi vedere distrutto il lavoro di tutta una vita e poi ricominciare, tu sarai veramente un uomo”.».
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