Il Tirreno

Livorno

UDIENZA AL FORO ITALICO 

Mazzoni, il processo per doping riprende l’8 luglio

Flavio Lombardi
Mazzoni, il processo per doping riprende l’8 luglio

Il tribunale ha individuato il consulente che potrebbe confermare la tesi d’innocenza preparata dal perito di parte

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Il Tribunale Nazionale Antidoping ha comunicato ieri mattina la data in cui sarà ripreso il processo contro Luca Mazzoni. Il portiere del Livorno dovrà presentarsi di nuovo al Foro Italico, lunedì 8 luglio.

E’ stato quindi individuato in tempi stretti il CTU (consulente tecnico d’ufficio) e questo significa che si vuole arrivare presto a una sentenza, evitando il rischio che, toccando il mese di agosto si dovesse procedere ad un ulteriore slittamento causa scritta “chiusi per ferie”.

Come ricordiamo, la seduta del 20 giugno, giorno in cui si sarebbe dovuti giungere ad avere ben chiara la situazione dopo aver ascoltato sia l’accusa che la difesa per giungere ad una sentenza entro una settimana, fu sospesa perché l’avvocato Antonio De Rensis, che cura gli interessi dell’estremo difensore, produsse un dossier dettagliato, redatto dal perito di parte, il professor Francesco Maria Avato che spiazzò il presidente Francesco Plotino. Tante carte, dati, schemi, grafici, per dimostrare che gli elementi in mano alla Procura Nazionale Antidoping erano sballati e che secondo la difesa, racconterebbero una verità che su basi scientifiche non può reggere.

E i 16 controlli (uno ogni settimana successiva alla sospensione in via cautelare dall’attività sportiva) ai quali Mazzoni si sottopose confermerebbero le teorie espresse dal professore di Ferrara, ritenuto un luminare nel campo della medicina legale e tossicologia. Il TNA dispose l’aggiornamento, una cosa mai accaduta per fatti di doping nel calcio italiano, riconoscendo che il caso non era di semplice routine come sostenuto dalla Procura, desiderosa di condanna a prescindere.

L’8 luglio, sarà quindi a deporre anche il consulente nominato che intanto avrà avuto modo di analizzare l’incartamento prodotto da De Rensis. Se confermasse che in effetti Mazzoni è risultato positivo alla benzoilecgonina, metabolita della cocaina il 17 febbraio scorso a causa di una assunzione diretta, o volgarmente chiamata contaminazione, si andrebbe incontro ad una vittoria in primo grado che nel nostro paese farebbe giurisprudenza.

La difesa, dopo aver lavorato nella fase iniziale delle indagini sul caso del tennista francesce Richard Gasquet ha trovato invece molti punti in comune con quel che capitò al saltatore con l’asta, il canadese Shawn Barber che nel 2016, positivo alla cocaina prima delle Olimpiadi di Rio, evitò una squalifica di 4anni ma assolto, dopo aver provato assunzione accidentale, baciando 24 ore prima del controllo, una escort che aveva fatto uso della sostanza incriminata.
In parole povere, Mazzoni, baciato da una donna reduce da una serata pazza, si sarebbe esposto ad una contaminazione innocente che si è evidenziata nel controllo antidoping, ma di cui non ci sarebbe più stata traccia successivamente. —

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