Gioco
L’applauso della città a Walter De Raffaele «Livorno deve tornare nel basket che conta»
In comune un’accoglienza da star per l’allenatore della Reyer Venezia «Ho vinto 2 scudetti in 3 anni, al prossimo vado a Montenero a piedi»
IL PERSONAGGIO
Per Walter De Raffaele i festeggiamenti non sono ancora finiti. Tanto che ieri pomeriggio il coach della Reyer Venezia campione d’Italia è stato ricevuto dal sindaco Luca Salvetti in Comune, insieme al delegato provinciale del Coni Giovanni Giannone. «Questa cerimonia sarà la prima di una lunga serie – ha spiegato il primo cittadino – perché riteniamo legittimo e importante omaggiare le eccellenze sportive che fanno il bene di Livorno a Livorno, ma anche fuori da Livorno come coach De Raffaele. Non è un caso che la nostra città sia una sorgente naturale di tecnici ormai da svariate generazioni. E il motivo è semplice: il carattere di livornesi – sensibile, scaltro, modesto – si sposa alla perfezione con il mestiere dell’allenatore moderno che, oltre all’aspetto tecnico, deve esercitare le proprie qualità sotto l’aspetto psicologico tenendo compatto lo spogliatoio e facendone sentire parte fondamentale qualsiasi componente. Oggi c’è Walter, a luglio abbiamo già fissato con Max Allegri e in futuro, sono certo, che avremo l’onore di ricevere tantissime altre figure e campioni dello sport labronico».
De Raffaele è visibilmente commosso, e non potrebbe essere altrimenti. In 3 anni, l’head coach livornese formato alla Pallacanestro Don Bosco e successivamente al Basket Livorno, ha imbottito la bacheca orogranata di trofei: scudetto nel 2016/2017 che mancava nella Laguna da 74 anni, lo scorso anno la Fiba Eurocup e pochi giorni fa un altro tricolore che lui stesso ha definito «il più importante, quello che sento più mio».
«Il primo – ha poi aggiunto De Raffaele – è stato il trionfo della leggerezza, stavolta invece avevamo un po’ più di pressione anche perché tutti ci davano come l’anti-Milano. Inoltre non sono mancate le difficoltà legate agli infortuni, soprattutto nella fase clou del campionato. Pozzecco? Ci ha fatto sudare le cosiddette sette camicie. Battute a parte, conosco Gianmarco da anni e lui è realmente così come appare. Dice ciò che pensa ed è unico nel suo modo di essere. Ci tengo a ringraziare il sindaco, e l’amico, Luca Salvetti per questo bellissimo ricevimento. Livorno è casa mia, puoi andare ovunque ma Livorno ha qualcosa in più. Io, Max (Allegri, ndr) e tanti altri livornesi siamo profeti non in patria dello sport livornese che, vi assicuro, è riconosciuto ovunque. E in futuro spero con tutto il cuore di poter rendere alla mia città tutto quello che ha saputo darmi fin da bambino».
Nella sala cerimonie di Palazzo Civico è un valzer di strette di mano. Abbracci. Aneddoti. Siamo fatti così a Livorno, orgogliosi dei nostri successi e di coloro, come appunto Allegri e De Raffaele, che riescono a vincere pure attraverso quel segreto chiamato livornesità. «Le vittorie ottenute a Venezia le devo a tutte le persone che, strada facendo, mi hanno formato. Il primo è stato Alberto Bucci. Mi piace confrontarmi con i guru degli altri sport – ha proseguito De Raffaele – sono amico di Allegri, non solo perché siamo entrambi livornesi. Ho studiato Sacchi e Velasco. Tra qualche settimana a Venezia ricominceremo con gli stessi stimoli e la stessa umiltà con un progetto nuovo che riguarda l’Eurocup».
De Raffaele partirà con la famiglia per le vacanze, ma non prima di aver fatto una seconda promessa dopo quella dei giorni scorsi. «Se vinco lo scudetto vado in pellegrinaggio alla basilica di Sant’Antonio», aveva detto durante la stagione. E così ha fatto, si è recato a Padova insieme a Gianluca Tucci e al figlio Nicola raggiungendo in pellegrinaggio la chiesa. «Al prossimo trofeo ce ne andiamo a Montenero, è una promessa…», ha chiosato Walter De Raffaele, «nella speranza di rivedere al più presto la mia Livorno sul palcoscenico che merita. È un peccato vedere un palazzetto dello sport da 9mila posti orfano di basket, quando a Venezia, purtroppo, si è dovuto giocare una finale scudetto in una struttura da 3500 posti di fronte a una richiesta di 12mila biglietti per gara-7».
Andrea Masini
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