La protesta
Se telefonando... Ma il cellulare di Protti non squilla e l’addio sembra a un passo
Tra tre giorni scade il contratto, da Genova nessun segnale I retroscena di una rottura che parte da questo inverno
LIVORNO. Non allungherà la vita, come raccontava un celebre spot, ma nel calcio una telefonata può colmare distanze, sanare rapporti che si sono guastati, prolungare contratti. Se però lo smartphone non squilla mai le strade si separano e le storie non hanno un lieto fine.
A restare muto, senza aver mai ricevuto una chiamata dalla società, dal giorno della fine del campionato a oggi è il cellulare di Igor Protti ed è facilmente intuibile quanto questo silenzio sia assordante. Il contratto che lega il Club Manager alla società scade fra tre giorni e al momento non sono state nemmeno avviate le prove tecniche di rinnovo. Insomma: l’addio è ormai scritto.
GIORNI PIATTI
In questi giorni Protti sta trascorrendo un periodo di vacanza in Sardegna. Non rilascia dichiarazioni da settimane e l’unica concessione è una foto che lo ritrae mentre indossa la maglia dell’ultimo spettacolo della Compagnia Mayor Von Frinzius e prontamente pubblicata da Lamberto Giannini sul suo profilo Instagram. Stop. Conoscendolo non si perde un dettaglio dell’estate amaranto attraverso i giornali, ma per il momento ha ’staccato’ e si gode le ferie.
LO STRAPPO
Tre mesi fa Protti dichiarò che a fine campionato avrebbe lasciato il Livorno perché considerava esaurito il suo ciclo triennale iniziato nel 2016 (all’indomani della grottesca retrocessione made in Pinsoglio e Nasca) e finito con la salvezza della scorsa primavera dopo la promozione dell’anno precedente. Una decisione dolorosa per uno come lui che sente scorrere sangue amaranto nelle vene.
Decisione che però con tutta probabilità è figlia dei giorni della grande amarezza del 10 per sempre. Riavvolgiamo il nastro. A novembre il Livorno perde in casa con il Perugia, la famiglia Spinelli si dimette dal CdA, ma esonera Lucarelli e in quei giorni convulsi Spinelli jr sferra un attacco proprio a Protti in una famosa intervista al Tirreno nel quale lo bolla come un "problema". Protti incassa, risponde, ma resta per il bene del Livorno che in quel periodo è ultimo. Lui proprio non se la sente di abbandonare la nave mentre sta seriamente rischiando di affondare.
Per un paio di settimane non va in panchina. Poi torna a tutti gli effetti, ma quelle parole di Roberto Spinelli hanno lasciato il segno. Prima di essere un problema per il Livorno - deve aver pensato Protti - preferisco farmi da parte. In pratica è come se fosse stato messo nelle condizioni di dover scendere alla prima fermata.
LO SCENARIO
Fin qui il passato che però cede il proscenio alla stretta attualità. E’ fuori di dubbio che lo strappo sia profondo, però se la società intende confermare Protti - o anche solo comunicargli che non rientra più nei suoi piani - basta che da Genova parta quella famosa telefonata.
Sarebbe una forma di rispetto per l’uomo-Protti, di riconoscenza per ciò che ha fatto da giocatore e da dirigente: oltre agli oltre cento gol, tre promozioni dirette, nessuna retrocessione, un solo derby perso in circostanze misteriose (nel 2017) su otto. Nella vita ci si può anche lasciare, ma spesso il modo con cui ci si separa può rendere meno doloroso l’addio. O il semplice arrivederci.
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