Gioco
Nuove prove a favore di Mazzoni 16 test tossicologici tutti negativi
LIVORNO. C’è il Luca Mazzoni portiere e c’è il Luca Mazzoni uomo. Negli ultimi tempi inevitabilmente le due figure si sono sovrapposte in toto per il caso-doping che ha sconvolto un po’ tutta la sua vita.
La recente “non sentenza” del tribunale antidoping di Roma è stato un segnale importante perché mai prima d’ora si era arrivati al rinvio, dunque un segnale positivo per Mazzoni. Ma questo rinvio non è stato casuale, dietro la scelta dei giudici ci sono nuove prove che l’avvocato Antonio De Rensis ha prodotto in queste settimane.
Dal 6 marzo scorso, quando la Procura Nazionale Antidoping ha sospeso il portiere amaranto per positività alle sostanze Benzoilecgonina, l’avvocato De Rensis ha obbligato Luca a sostenere una volta la settimana degli esami tossicologici in una clinica specializzata. Dunque 16 volte Mazzoni si è recato a svolgere i controlli e per 16 volte i risultati sono stati completamente negativi. Una chiara dimostrazione di come Luca non possa essere inserito in contesti assolutamente fuori luogo (e si torna al Luca Mazzoni uomo).
È una prova importante. De Rensis sin dal primo giorno obbligò Mazzoni a svolgere questi esami e l’ex portiere amaranto non si è mai tirato indietro. Anche su queste prove è stata costruita una tesi difensiva di alto profilo.
Chiaro che il rinvio è un segnale positivo. Anche se adesso c’è bisogno di capire i tempi perché Mazzoni si trova un vero e proprio limbo sotto il profilo sportivo. La sospensione (sulla carta) è scaduta ma è chiaro che Mazzoni oggi non può trovare una squadra che lo metta sotto contratto. Se questi 16 test negativi riabilitano il “Mazzoni uomo” c’è anche il “Mazzoni portiere” che vorrebbe tornare a sperare di poter indossare ancora maglia e guantoni. Ecco perché adesso si cercherà di capire i tempi del nuovo processo. —
A.B.
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