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AMARANTO: IL CASO 

Cuore di capitano: scende in campo anche Luci «Dobbiamo ripartire da Diamanti e Valiani»

Fabrizio Pucci
Cuore di capitano: scende in campo anche Luci «Dobbiamo ripartire da Diamanti e Valiani»

Il campionato, il mercato e il futuro: «La loro personalità ci serve anche nello spogliatoio. É faccio un appello ai tifosi...»

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Il campionato del Livorno è finito l'11 maggio e da allora Andrea Luci ha staccato la spina: «Mi sto riposando. Per la verità lavoro molto nei camp settimanali Rainbow e Livorno Calcio, ma lo stress da campionato è altra cosa».

Fatica smaltita?

«Sì. Il relax serve. Abbiamo tirato la carretta da dicembre a maggio senza fermarci un attimo e ottenendo un risultato che non era affatto scontato».

Era la tua nona stagione in amaranto. È stata la più dura?

«La più complicata, ma anche la più bella dopo quella della promozione in serie A con Davide Nicola in panchina».

Che cosa lascia in dote un campionato come questo in previsione del prossimo?

«Una grande forza. La consapevolezza che possiamo fare bene in futuro, ma solo a un patto».

Quale?

«Quello di mantenere l'intelaiatura della squadra dell'anno scorso. Abbiamo dimostrato di avere una buona base da cui ripartire. Quello è un vantaggio che non dobbiamo disperdere».

Fuori dai denti. Da chi deve ripartire il Livorno?

«Da un patrimonio tecnico e umano che di cui possiamo privarci. Ci sono giocatori che spero rimangano. Chi? E' fin troppo facile: Diamanti e Valiani. Loro oltre ad essere stati determinati sul campo con prestazioni eccellenti, sono stati fondamentali nello spogliatoio. Non avete idea di quante volte hanno incoraggiato i giovani, quante volte li hanno caricati e tirati su di morale nei momenti più difficili. Sono stati bravissimi a infondere sicurezza in questo gruppo di ragazzi eccezionali. Se dovessimo ripartire da zero sarebbe tutto più complicato».

In chiave-riconferma di Alino e Valiani, però i segnali non sono incoraggianti. Che ne pensa?

«Ho letto il Tirreno. Come ho detto spero che restino entrambi».

Li ha più sentiti?

«So che erano in vacanza insieme. Ci siamo solo messaggiati circa una settimana fa».

Se dovesse scegliere la spina dorsale del prossimo Livorno, quindi, oltre a lei chi ci inserirebbe?

«Diamanti, Valiani e Agazzi. Spero che la società possa fare uno sforzo, tutto il possibile anche per tenere Davide».

In effetti il campionato di Agazzi è stato ottimo. Visto da dentro è così forte?

«Certo. Anzi di più. Lui runa palla, rincorre, imposta, lotta. Sono nel Livorno da quasi dieci anni e Agazzi è di gran lunga il miglior partner di centrocampo che è ho avuto. È quello più forte e più completo. E' anche un ragazzo perbene. Mi piacerebbe lasciargli il testimone perché mi rivedo in lui anche fisicamente. Sono convinto che possa fare una grande carriera a livello di serie A».

Nella base del prossimo Livorno non ci sarà Mazzoni. Lei è molto amico di Luca. Come sta?

«Credo che il suo futuro sarà lontano dal Livorno anche in caso di sentenza clemente. Luca ha passato un periodo comprensibilmente difficile. Ora però si sta riprendendo. La salvezza è anche sua. Lo dissi subito dopo la partita di Padova e lo ribadisco adesso».

Torniamo a bomba: serve una squadra forte, di uomini veri e personalità perché c'è il derby con il Pisa...

«Eh sì. Quella è una motivazione mica da poco. E comunque l'idea della doppia sfida con i nerazzurri mi dà la possibilità di lanciare un appello ai nostri tifosi. Quest'anno ci piacerebbe vedere lo stadio pieno non solo in occasione del derby. Abbiamo bisogno della nostra gente anche quando giocheremo con l'Entella o il Trapani. Sappiamo bene di poter contare sui cinque o seimila che vengono sempre: estate e inverno, contro le big, come contro le piccole. A noi però piacerebbe che quello zoccolo duro diventasse più ampio. Posso aggiungere una cosa?

Certo.

«L'anno scorso abbiamo rischiato e tornare in C dopo un solo anno e dopo una promozione rocambolesca come quella del 2018 sarebbe stato un dramma. Però questo gruppo di giocatori ha sempre stretto i denti. Ha sempre lottato con Lucarelli prima e Breda poi. Sul piano dell'impegno e dell'attaccamento all'amaranto siamo stati irreprensibili e i tifosi ce lo hanno riconosciuto. E' proprio alla luce di queste considerazioni che, da capitano, chiedo il loro sostegno sotto forma di maggiore presenza allo stadio».

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