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Un Diamanti non è più per sempre Autogol Livorno, neanche una chiamata

Alessandro Bernini
Un Diamanti non è più per sempre Autogol Livorno, neanche una chiamata

In 41 giorni nessuno lo ha contattato. Le scelte di Breda e i retroscena di quello che sembra un addio quasi forzato

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In sottofondo i rumori di un aeroporto. «Sto andando in Giappone. Il Livorno? Non mi ha chiamato più nessuno». Alino Diamanti chiude qui e si imbarca. E forse si chiude qui anche la sua avventura a Livorno per un clamoroso autogol della società e forse (vedremo il perché) anche di Breda.

SE TELEFONANDO...

Qualcuno ha dubbi sul fatto che il Livorno si è salvato in buona parte grazie a Diamanti? Qualcuno ha dubbi sul fatto che Diamanti sia stato il miglior giocatore del Livorno? Qualcuno ha dubbi sul fatto che Diamanti in B è un top-player? Siccome per il 99% dei tifosi le risposte sono tre “no”, eccoci a parlare di una storia davvero senza logica.

AD23 ha chiuso la stagione stremato nella testa e nel fisico dopo aver dato tutto. 10 gol, 10 assist, personalità, il primo ad arrivare al campo e l’ultimo ad andare via, la maglia zuppa di sudore dopo ogni partita.

Dopo qualche giorno di “stacco” assoluto, c’era da aspettarsi una chiamata della società. Quantomeno per dire “Alino come stai? Quando vuoi, noi siamo qui”. Poi magari Diamanti avrebbe scelto altre strade, ma bisognava provarci. Anzi, bisognava far di tutto per farlo restare. Non per una questione di rispetto (che comunque doveva esserci) ma proprio perché un giocatore così forte andava tenuto stretto.

Non può esserci neanche l’alibi del tipo “dovevamo prima risolvere altre cose”. Perché il ds c’era, l’allenatore idem, e di tempo ce n’è stato in abbondanza (e poi non è che in questi 30 giorni siano stati comprati 12 giocatori...). E per una telefonata bastavano 10 secondi.

LA POSIZIONE DI BREDA

Al di là delle dichiarazioni ufficiali (che nel calcio sono spesso di facciata) non possono non venire dubbi sulle scelte di Breda.

Facciamo un ragionamento logico. Breda e Signorelli si sentono quasi ogni giorno e quasi ogni giorno ci si rapporta con Genova. Se Breda avesse espresso la chiara volontà di avere di nuovo Alessandro Diamanti nel Livorno, è lampante che il giocatore sarebbe stato subito contattato. Spinelli di certo non avrebbe fatto opposizione.

Evidentemente Breda non ha voluto questa strada. E non si può che essere perplessi da tale scelta. Ma molto perplessi...

IL CONTRATTO

Diamanti non è certo tornato a Livorno per soldi. Lo scorso anno aveva un fisso inferiore ai 90mila euro annui, roba da giocatore di medio-basso livello nello Spezia o nel Benevento. Lui più di così non poteva fare.

C’è la possibilità adesso di ricucire con lui? Molto difficile. Perché è chiaro che Diamanti ha sentito da parte della società (e staff tecnico) indifferenza, distacco, scarsa considerazione. E siccome lui non gioca per soldi ma per passione, questo comportamento ha portato a uno strappo forse irreparabile. Bisognava costruire una squadra forte attorno a Diamanti. E la prima mossa è stata perdere Diamanti. Ci spiegate che senso ha? —



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