Il Tirreno

Livorno

La parata più dura di Mazzoni Ore 14.30: parte il processo

Flavio Lombardi
La parata più dura di Mazzoni Ore 14.30: parte il processo

Appuntamento al Tribunale antidoping a Roma, in aula ci sarà anche il portiere La difesa punta sulla contaminazione, il rischio massimo di squalifica è 4 anni

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È il giorno in cui si scende in campo per la madre di tutte le partite. Questo pomeriggio, alle 14,30 Luca Mazzoni varcherà la soglia dell’aula del Tribunale Nazionale Antidoping, all’interno del palazzo del Foro Italico. La casa dello sport italiano dove già si recò il 29 marzo scorso (il giorno del suo compleanno, ndc) quando fu interrogato dalla Procura che pochi giorni dopo (era il 7 aprile) chiese il deferimento.

Una procedura prevedibile e prevista, quasi dovuta, e che, al suo arrivo, non ha scandalizzato la difesa del numero uno amaranto. Antonio De Rensis, avvocato bolognese molto preparato, ha già pronto il piano d’attacco che, ovviamente, non rivela. Appare però chiaro adesso che si è dinanzi ad un bivio. La prima via, quella auspicata dal collegio di difesa, dal diretto interessato e dai tifosi che vogliono bene al Livorno ma anche al calciatore, conduce verso l’assoluzione. L’altra, nefasta, è invece quella senza sconti: 4 anni di squalifica.

È prevedibile che la linea difensiva sia molto dettagliata, grazie anche alla ricca documentazione prodotta dal consulente di parte, Francesco Maria Avato, un vero specialista del dipartimento Scienze Biomediche, sezione medicina legale. Un luminare, che ha trattato nel passato casi molto delicati come quello del delitto di Garlasco e che volle essere presente alle contro analisi il 20 marzo effettuate, come per il campione A, presso il centro di preparazione olimpica dell’Acqua Acetosa di Roma, per verificare la procedura secondo protocollo.

La seduta, come in un vero processo, prevederà da una parte la difesa, dall’altra l’accusa. Non ci sarà la giuria, perché a decidere saranno direttamente i giudici del TNA, con la sentenza che potrebbe arrivare il giorno successivo, così come anche nel giro di una settimana. Sarà però solo la prima battaglia. Quindi, nessuna esultanza fosse assoluzione, nessun funerale si optasse per un pesante stop. Perché in entrambe le situazioni, è sicuro che la parte sconfitta in primo grado, farà appello al TFN, il Tribunale Federale Nazionale, che potrebbe trattare il caso verso dicembre, cioè qualche tempo dopo la pubblicazione delle motivazioni.

Per Mazzoni però sarebbe importante uscire indenne al round d’inizio. Perché se assolto, potrebbe immediatamente trovare una squadra. Per essere di nuovo fermato infatti, occorrerebbe la condanna in secondo grado, cioè che si ribaltasse completamente il verdetto del TNA. Nell’eventualità che la scure della giustizia colpisse al primo colpo, si dovrebbe invece attendere fine anno per poter dimostrare l’estraneità ai fatti contestati. Si può già dire che De Rensis, è pronto ad arrivare sino al TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport, con sede a Losanna. L’equivalente della Cassazione.

Come si ricorderà, il calciatore fu trovato positivo alla Benzoilecgonina, metabolita della cocaina, in seguito al controllo antidoping dello scorso 17 febbraio con il prelievo delle urine effettuato dagli chaperon di Nado Italia al termine del match Lecce-Livorno. Il quantitativo emerso e rivelato dai procuratori solo in occasione dell’audizione del 29 marzo, è minimo. Tanto da lasciar pensare ad una assunzione indiretta, volgarmente chiamata contaminazione. Situazioni già viste nel mondo dello sport, con il caso eclatante e di possibile riferimento del tennista francese Richard Gasquet. —

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di Redazione web